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Provincia. Oggi il 160° anniversario della sua istituzione

25/10/2020
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Il Presidente Antonio Di Maria, ha ricordato il 160° anniversario della istituzione della Provincia di Benevento che cade il 25 ottobre. La nascita della Provincia di Benevento, con un provvedimento firmato dal Pro-Dittatore Giorgio Pallavicino, su indirizzo di Giuseppe Garibaldi, dal 7 settembre entrato in Napoli ed ancora impegnato nell’Impresa dei Mille, fu il premio per l’impegno dei patrioti risorgimentali beneventani che si erano battuti per anni per la fine del secolare dominio pontificio sulla città capoluogo e nella costruzione dell’Unità d’Italia in una lotta segnata da tanto sangue (come, ad esempio, nella rivolta guidata dal Sabariani nel 1848); ma anche un omaggio alle vicende del Ducato e Principato di Benevento, capitale della “Longobardia meridionale”, come sostenne Federico Torre il 2 aprile del 1861 nel suo discorso a favore della conferma del Decreto Pallavicino in una seduta del Parlamento dell’appena proclamato Regno d’Italia. Di Maria ha ricordato che i patrioti risorgimentali vedevano nella nuova Provincia la struttura politico-amministrativa in grado di sollecitare e governare la rinascita ed il riscatto di tutto il territorio del Sannio antico (che, abbracciando quasi tutta l’Italia centrale, si estendeva ben più dei confini dell’attuale Provincia di Benevento), abitata da quei Sanniti che strenuamente combatterono le mire espansionistiche di Roma verso sud-est. A tale proposito Di Maria ha commentato: “Non è mio compito discutere su quanto la Provincia di Benevento ha fatto in 160 anni di storia, anche se moltissimo ci sarebbe da dire; il mio compito, invece, è quello di ricordare che questo Ente svolge un ruolo essenziale nella rappresentanza delle istanze e dei bisogni delle aree vaste omogenee. Tale funzione si esplica soprattutto per una Provincia delle aree interne meridionali che, con l’intera dorsale appenninica, è in grandissima difficoltà da molto tempo prima che esplodesse la crisi di questa pandemia da Covid 19”. Il Presidente Di Maria ha così proseguito: “Il fallimento del progetto di cancellare le Province imposto dalla Legge Del Rio, pesantemente viziata di incostituzionalità, ha reso chiaro a tutti che dell’importanza della funzione delle Province nel panorama costituzionale italiano. A parte il fatto che il concetto di Provincia è parte integrante della cultura storica del Paese, nessun Ente si è dimostrato in grado di intervenire per affrontare le problematiche di comprensorio sovracomunale, come ad esempio la mobilità tra i piccoli Centri, che pure hanno diritto a vivere e a vedere salvaguardati i commerci e le attività. E’ grave che, a quattro anni dall’esito del Referendum costituzionale che di fatto bocciò, tra le altre cose, la Del Rio, il Parlamento non abbia trovato il tempo ed il mondo di cancellare i vizi di incostituzionalità di quella legge e le procedure di massacro amministrativo ed operativo innescate a cascate dalle leggi susseguenti e conseguenti a quella. Mi riferisco: alla sottrazione al popolo sovrano del potere di eleggere i propri rappresentanti; ai disomogenei meccanismi di governo dell’Ente (i Consiglieri in carica due anni, rispetto al Presidente in carica quattro; l’assurda procedura per l’approvazione dei Bilanci, e così via); al prelievo forzoso di miliardi Euro da parte dello Stato centrale dai Bilanci delle Province che avrebbero potuto spenderli per gli investimenti sul territorio (strade, scuole, l’ambiente,ecc.), prelievo, peraltro, “giustificato” dalle esigenze di ripianare il deficit dello Stato: obiettivo del tutto fallito, com’è noto a tutti. Rinnovo, pertanto, l’invito alle massime Autorità dello Stato, al Parlamento, alla Conferenza Stato-Regioni di voler finalmente porre mano alla completa revisione della Legge Del Rio e di quelle conseguenti ad essa, la cui conservazione, dopo l’esito referendario del 2016, costituisce una inammissibile ed ingiustificabile ferita al diritto costituzionale ed amministrativo, insieme ad una condanna alla quasi paralisi operativa delle Province nei loro interventi a tutela delle comunità amministrate”.

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