martedì 20 Ottobre 2020 Luigi Abbate questa sera all’Hotel de la Ville ha incontrato i suoi elettori | infosannionews.it martedì 20 Ottobre 2020

Luigi Abbate questa sera all’Hotel de la Ville ha incontrato i suoi elettori

17/09/2020
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Organizzato dall’avv. Alfredo Martignetti e dall’avv. Paola Panella con la collaborazione dell’avv. Arturo Varricchio in qualità di host nonchè proprietario dell’Hotel de la Ville si è tenuto un incontro del candidato alle Regionali del 20 e 21 Settembre di Noi Campani Luigi Abbate con i suoi elettori. Presenti anche la senatrice Sandra Lonardo, il sindaco Clemente Mastella ed il segretario del Comitato Cittadino Gianfranco Ucci.

Ad aprire la serata è stato proprio l’avv. Alfredo Martignetti, tra l’altro Presidente del Comitato Cittadino che ha introdotto l’incontro prima di lasciare la parola per un breve intervento a Gianfranco Ucci.

Quindi il candidato e ospite d’onore della serata Luigi Abbate che ha esordito dicendo : ” Noi Campani è un progetto che va aldilà  di un normale  partito politico,  noi siamo movimento che significa che non è studiato come un partito ma il movimento è praticamente formata da noi stessi.  Il nostro programma  che portiamo avanti a livello regionale è un programma  che parte dalla riconversione ambientale che non è legata alla mia sensibilità, alla nostra sensibilità sull’ambiente,  ma è un programma che investe il tessuto, il territorio da un punto di vista economico, di efficientemento degli edifici e quindi una riconversione anche delle attività produttive. Significa avere una mobilità intelligente, una Smart mobility,  riconversione ambientale significa un ambiente pulito,  significa affrontare i temi della sanità dove un nemico invisibile, qual è il coronavirus, ha dimostrato  l’assoluta incompetenza  della situazione sanitaria. Durante il lockdown sono morti 584 medici di famiglia  lasciati da soli di fronte a questa gravità della diffusione del virus.  Ha lasciato anche i cittadini abbandonati a se stessi nelle proprie case,  ha lasciato tante patologie e  ci siamo serrati all’interno delle nostre abitazioni e questo ci ha impedito  di poter guardare il territorio. Perché non pensare quindi ad una sanità che parte dal territorio, che affronti i problemi del territorio. L’ospedale, l’ASL si sono dimostrati assolutamente inadeguati ed inefficienti. E’ un problema  che affronteremo a livello regionale. Ma “noi” significa anche una cultura territoriale  che parte dalle ricchezze presente sul territorio,  significa mettere in mostra le bellezze che sono presenti sul territorio, ma significa anche mettere in mostra la bellezza del passato rispetto al presente. E’ un movimento che lentamente stiamo svegliando sul territorio e a mano a mano che siamo andati avanti,  intorno a questo movimento si sono aggregati  tanti sindaci, una grossa percentuale, che hanno capito che la loro esperienza  territoriale deve essere portata lì dove si decide la politica, dove si legifera e ci sono i soldi. Significa anche  un turismo completamente differente con  investimenti sulle infrastrutture. Abbiamo un sistema viario che ci allontana dagli altri, abbiamo un sistema infrastrutturale che allontana la città di Benevento rispetto alle bellezze che sono presenti sul territorio. Bisogna pensare alla banda larga che può  essere lavoro e possibilità imprenditoriali. In questi anni c’è stata l’assoluta latitanza della regione rispetto il nostro territorio.  Molto  spesso la politica si è fermata alle soglie di Napoli, di Salerno e probabilmente di Avellino  o di Caserta. Benevento  è stato tenuto fuori e questo è legato alla mancata rappresentanza. Chi ci doveva rappresentare ha pensato più a rappresentarsi che a presentare le  nostre esigenze.

In regione non ci andrà solo il sottoscritto  ma ci andiamo tutti quanti noi. Intorno a noi si è sviluppato  un bel gruppo di giovani universitari che attraverso Facebook ed i canali mediatici,  stanno riscrivendo la speranza che la politica possa essere diversa.

Sul referendum noi diciamo No perché noi siamo convinti che togliere rappresentanti al territorio e darli ad altre  provincie  non è corretto.

Molto spesso la politica ha allontanato il cittadino  dalla politica stessa, molto spesso  abbiamo trovato piazze e stanze vuote perché il cittadino non riuscivo più a immedesimarsi su quello che la politica  andava raccontando. Noi siamo l’unico movimento che riesce  a parlare di un progetto a differenza di altri che non ne hanno ma fondono la loro politica sul rapporto personale,  sul cugino, sulla amica del pianerottolo e non va bene. Ho chiesto più volte un confronto con loro e mi è stato negato perché non hanno proposte da contrapporre a quelle che noi stiamo raccontando. Io probabilmente sarò anche un utopista ma se non riusciamo ad inquadrare un futuro diverso, soprattutto per i nostri figli ed i figli dei nostri figli abbiamo fallito.  Io sono nato giù al triggio quartiere storico della città di Benevento,  sono stato pochi anni e poi sono immigrato giù alle palazzine un quartiere dove  c’è  solidarietà,  c’è la speranza di tutti di poter avere un futuro migliore.  Quella esperienza mi ha fortificato, anche nel corso degli anni dell’università. Ora faccio il medico e continuo a farlo giù al rione libertà con una convinzione forte:  quella di aiutare le persone più deboli .

Non importa  l’incarico che io posso avere in regione Campania ma stiamo formando delle squadre, un movimento che  non deve finire stasera o lunedì sera ma deve continuare.  Clemente Mastella  si è rimesso in discussione  non soltanto a livello cittadino ma per portare speranza anche sul territorio ed  ha scelto  un percorso che guarda a un obiettivo che riguarda un progetto che poi è quello che siamo stiamo raccontando,  quello della riconversione ambientale dove l’individuo è al centro della politica, dov’è il territorio diventa il centro della politica ed emergenze del territorio, e diventano il centro delle attività politica laddove si decide a livello regionale. Uno dei momenti importanti di riconversione sarà quello di attivare l’efficientamento energetico  delle case popolari il cosiddetto piano Fanfani.  Noi  siamo qui stasera a raccontarci di metterci la faccia e probabilmente anche di avere un poco di fiducia nel nostro territorio. Io non voglio essere votato perché sono simpatico o sono amico di Tizio e Caio voi dovete votarmi  perché credete in un progetto. Siamo l’unico movimento, come detto, che lo sta portando avanti,  l’unico,  gli altri non hanno altri tipi di proposte da portare se non guardare se stessi, poi c’è chi  vuole che la moglie diventi  dirigente, chi vuole svernare la sua vecchia politica in qualche CdA, chi vuole costruirsi un lavoro che non è riuscito a costruirsi con l’impegno e la sua professionalità, chi invece di  rappresentare ha pensato a rappresentarsi ed a partorire soltanto un PSR per costruire una cantina nel suo nel suo paese di origine guardando il suo futuro e non il futuro del territorio.  Io ho fatto una campagna elettorale molto particolare, siamo stati nelle strade sulla bicicletta elettrica, siamo andati nei centri sociali, siamo andati là dove esiste il disagio a raccontare e raccontarci farci raccontare la loro la loro vita.  Vorrei dire un ultima cosa : spero che Clemente  si candiderà la prossima volta con convinzione nonostante, diciamo,  qualche perplessità legate più a fatti personali che a fatto politici.  Vorrei che il vostro voto non fosse soltanto per me …  grazie”

Poi la pioggia ha interrotto l’incontro non senza aver dato la possibilità alla Lonardo ed a Clemente Mastella di portare il loro saluto.

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