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Gestione del Sito Unesco, ad oggi un fallimento ma bisogna recuperare

14/02/2020
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Più che aggiornamento del sito Unesco è una denuncia di quello che poteva essere e non è stato. Era nell’aria ed era sotto gli occhi di tutti il non aver colto l’opportunità importante che, far parte dei 7 siti italiani che insieme costituiscono il percorso dell’Italia Langobardorum e che è tra i riconoscimenti dell’Unesco, dava alla città di Benevento.

Benevento e i suoi gioielli. Quello che poteva essere e non  è stato. Oggi Benevento si lecca le ferite per il tanto tempo perso, per non essere stata in grado di mettersi realmente il fiore all’occhiello di far parte di un percorso nazionale riconosciuto dall’Unesco, a parte le tante belle parole che il politico di turno ha espresso, riempendosene la bocca, ma dimostrando scarsa conoscenza e capacità. E’ così, ed il tempo, come sempre galantuomo, ha messo in luce inesorabilmente e senza possibilità di svicolare, quanto sopra detto, rispetto al quale è difficile per tutti tirarsi fuori. Nel 2010 venne redatto  il primo piano di gestione del sito Unesco ed entro Giugno 2020 si dovrà presentarne uno nuovo. Ma Benevento, rispetto alle altre realtà che lo compongono, di quanto esposto nel lontano 2010 ha fatto molto poco realizzando molto meno del 50% di quanto programmato.

E questo perchè al momento delle parole e dei voli pindarici che caratterizzano le fasi iniziali dei percorsi deve far seguito poi il momento della loro realizzazione e se i traguardi prefissati non sono concreti non vengono poi raggiunti.

Ed è per questo che l’assessore Rossella Del Prete ha indetto questo incontro con le altre varie istituzioni affinchè si trovasse un modo per uscire da questo embasse. Intanto va preso atto che nè  la Soprintendenza nè la  Camera di Commercio ha risposto presente. Questo fatto, giustamente, ha stizzito la Del Prete che ha tuonato “a un invito va sempre data una risposta, soprattutto se quell’invito riguarda una questione di primaria importanza”. E come darle torto. Presenti invece  la Prefettura, il Comune, la Provincia, la Curia Arcivescovile, l’Unisannio, il Provveditorato agli Studi e l’Unifortunato.

Candidamente è stato ammesso che mancano le competenze, si arranca nel buio nel mentre si fa affidamento al volontariato ma tutto questo non va bene, se lo si raffronta con il valore di quanto si sta trattando. Occorre fare rete ed uniformare gli obiettivi per avere unione di intenti ma, a quanto pare, è il libro dei sogni, atteso anche come detto le assenze ingiustificate all’incontro odierno.

Ci vorrebbe una fondazione che sia formata dai rappresentanti di tutte le istituzione costituendo così un ente terzo scevro da problematiche politiche, per evitare che quanto stabilito oggi, possa poi essere disatteso domani da un’altra ammnistrazione di diverso colore politico, ha suggerito Giuseppe Marotta pro-rettore dell’Unisannio. Ma Boccalone, direttore generale della Provincia, fa notare che una Fondazione già c’è, ed è quella di Benevento Città Spettacolo! Insomma sembra che anche sulle ovvietà c’è sempre da dire e obiettare! Ma aggiunge anche Boccalone che occorre darsi degli obiettivi da mettere per iscritto  e perseguire poi il fine tutti insieme perchè si ha un gran patrimonio.

La Del Prete ha però voluto anche chiarire che Benevento non fa corsa a se ma è in un sito insieme a Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo e Spoleto. e che ogni iniziativa va coordinata e discussa all’interno di Italia Longobardorum. E lì sono in tre che fanno la parte del leone: Brescia, Cividale del Friuli e Spoleto che hanno saputo sfruttare il riconoscimento Unesco e far decollare il proprio Pil.

Ma se non si è proprietari dei beni culturali non si può intervenire direttamente sui siti Unesco e occorre agire  di concerto con la Provincia – proprietaria del Chiostro – il FEC (Fondo Edifici di Culto) e la Curia arcivescovile. E quindi bisogna avere unità di intenti se no diventa tutto difficile se non impossibile.

Si spera che questa unità di intenti, per il bene della città, possa trovarsi a breve. Oggi si è tentato di iniziare a trovare soluzioni. In un futuro prossimo, piuttosto prossimo, si spera che il tentativo diventi realtà.

 

 

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