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Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia

23/01/2020
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Benevento al terzo posto.Città avvolte dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno sia d’estate e tra le principali fonti di emissione: il traffico, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole e dove l’auto privata continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato. È quanto emerge da Mal’aria 2019, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in Italia che restituisce un quadro puntuale del 2018.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per qualità dell’aria e che costerà multe salate alla Penisola. Anche in Campania la fotografia della qualità dell’aria è nera.

A parlare chiaro sono i numeri: nel 2018 in ben 3 capoluoghi di provincia su 5 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono). Ad Avellino e Napoli il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Avellino con 89 giorni (46 per il Pm10 e 43 per l’ozono), seguita da Napoli con 72 (37 per il Pm10 presso centralina della Ferrovia e 35 per l’ozono presso il Parco Virgiliano). Benevento ha sforato 27 giorni e sempre per l’ozono. Benevento quindi esce dalla classifica delle città con l’aria più inquinata d’Italia. E’quanto emerge dai nuovi dati di Mal’aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico in città. Già lo scorso anno, il capoluogo sannita aveva fatto un passo in avanti con il Pm10 e il 2,5 che erano stati contenuti nei limiti di legge per quanto riguarda gli sforamenti.

A livello generale il 2019, presenta comunque un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili. Misure che spesso oggi mancano, dimenticando così che ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015.

Risultano 26 i centri urbani fuorilegge sia per polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). Prima Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il PM10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia. Dal 2010 al 2019 il 28% delle città monitorate da Legambiente ha superato ogni anno i limiti giornalieri di PM10. Torino prima in classifica 7 volte su 10 con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città.

“Anche nella nostra regione – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – continua a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia antismog e il fatto che in questi anni l’emergenza inquinamento atmosferico è stata affrontata in maniera disomogenea ed estemporanea. I sindaci delle nostre città devono ancora metabolizzare politicamente che la sfida importante che oggi devono affrontare è quella di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento e di ripensare le città per le persone, non per le auto. È questo il cambio di paradigma che deve prendere piede nella nostra regione. E – conclude Imparato – se a livello nazionale per far uscire l’Italia dall’emergenza cronica dello smog occorre realizzare in primis un Piano Nazionale contro l’inquinamento con misure strutturali ed economiche di ampio respiro e redigere PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuovi spazi verdi nei centri urbani, a livello locale è fondamentale incentivare davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare, vera spada di Damocle delle nostre città dove i continui tagli, ritardi, guasti e disservizi si traducono nel quotidiano nel disastro della Circumvesuviana e dei continui problemi alle linee 1 e 2 della metropolitana. Meno efficienza e efficacia del trasporto pubblico significa inevitabilmente più auto private per strada e più smog per i polmoni dei cittadini».

Il dossier completo è disponibile a questo link https://legambiente.campania.it/approfondimenti/2019/01/22/malaria-2019/

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