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La memoria ed il cuore: dall’antico Egitto alle religioni monoteistiche.

09/11/2019
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Giovedì 14 novembre 2019 alle ore 10.00, presso il Museo Arcos di Benevento al Corso Garibaldi, nella Sezione Egizia del Tempio della dea Iside, si terrà l’incontro-dibattito dal titolo “Anima e cuore: il cuore e le anime sulla bilancia, dall’antico Egitto ai tre monoteismi.”

Lo comunicano il Presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria e l’Amministratore Unico di Sannio Europa, Giuseppe Sauchella.

Il tema, tanto complesso quanto affascinante, sarà affrontato con l’apporto di riflessioni a più voci e da quattro diversi orizzonti religiosi, filosofici e culturali.

Dal punto di vista dell’antico Egitto, infatti, il tema sarà discusso dall’egittologa e divulgatrice Marta Berogno; per quanto riguarda il mondo islamico interverrà l’archeologo e scrittore Generoso Urciuoli; dal punto di vista filosofico sarà affrontato da Nicola Sguera, docente di Filosofia del Liceo Classico “P. Giannone” di Benevento, mentre il punto di vista del Cristianesimo e dell’ebraismo sarà illustrato dal biblista Padre Antonino Carillo.

E’ molto interessante rintracciare anche in altri contesti linguistici il rapporto che intercorre tra il cuore e la memoria, al quale fa riferimento il titolo del Convegno: in lingua inglese “imparare a memoria” si traduce con “to learn by heart”; in francese: “apprendre par couer”; ed anche in italiano la parola “ricordare” nasce, com’è evidente, da “cuore”: in questi tre universi linguistici dunque il cuore ha uno stretto rapporto con la facoltà di ricordare. Nel nostro linguaggio comune rimane una traccia evidente di ciò che il cuore era nella concezione di molte delle antiche civiltà: un elemento centrale non solo per la sopravvivenza fisica, ma anche per un’altra funzione essenziale: il ricordo e non solo.

I primi a esplicitare il concetto che il cuore non fosse solo la sede della memoria, ma anche di tutte le attività afferenti la sfera psicologica, dalle emozioni alla paura, furono proprio gli abitanti dell’antico Egitto.

Cosa rappresentava il cuore nelle antiche civiltà? Come si è trasformato il concetto di cuore in ambito religioso nei tre monoteismi? Cuore e anima sono due sinonimi o celano due concetti separati? E ancora: quanto il cuore rispetto all’anima rappresenta il fulcro della morale e della giustizia nelle concezioni espresse durante la formazione delle tre religioni monoteistiche?

A tali domande e ad altre connesse e conseguenti si tenterà di fornire una risposta evidenziando come, con ogni probabilità, la concezione di cuore e di anima formulata all’epoca dei Faraoni si presenti nelle nascenti religioni ebraica, cristiana e islamica. Infatti, se da un lato è ben nota la scena del Giudizio di Osiride (Capitolo 125 del “Libro dei Morti”), raffigurata soprattutto sui papiri funerari egiziani nei quali, al cospetto del dio dei morti, si pesa il cuore del defunto per stabilire se abbia peccato o meno e se gli sarà dunque concesso di accedere al mondo dei morti; dall’altro, anche se meno conosciuto, è invece lo stesso gesto simbolico nel mondo islamico. In questo universo religioso nel Corano, in almeno due Sure, si afferma che “Colui le cui bilance saranno pesanti avrà una vita felice; colui che invece avrà leggere, avrà per dimora il baratro” (Sura CI, Al Qari’ah, 6-11).

Dunque, ad Arcos si propone un viaggio nel concetto di anima, concetto che sin dall’antichità ha sempre affascinato e ingenerato problemi filologici, teologici, filosofici e storici nonché iconografici, quasi “trasmigrando” in altri contesti religiosi e culturali nel corso dei secoli.

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