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Depuratore a Santa Clementina. Il Comitato a De Pierro: “assolutamente improponibile ed in contrasto con le norme ambientali “

08/10/2019
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Francesco De Pierro(PD)

“Al pari degli altri colleghi consiglieri, ho ricevuto dal Comitato di Quartiere Santa Clementina una lettera all’interno della quale gli scriventi evidenziano le molteplici cause d’impedimento alla realizzazione dell’impianto di depurazione cittadino nella zona dove risiedono, individuata dall’Amministrazione comunale come area ideale per la collocazione dello stesso. – scrive Francesco De Pierro capogruppo PD a Palazzo Mosti –

Pur ritenendo la costruzione del depuratore cittadino non più procrastinabile per una vicenda che si trascina da oltre 40 anni, e non avendo dubbi sulla necessità da parte dell’attuale Amministrazione di operare la scelta dell’insediamento in tempi rapidi e di identificare l’area di Santa Clementina come quella più appropriata, colgo l’occasione per invitare il Sindaco, la Giunta e il Consiglio ad una ulteriore riflessione sull’argomento.

Sarebbe quantomeno opportuno infatti, prendere in considerazione i rilievi mossi dal Comitato di Quartiere e suffragati da dati tecnici, e provare a fare un ulteriore approfondimento per comprendere se sia concreta o meno la possibilità che sorgano ulteriori problematiche. Fare un’ulteriore valutazione infatti, pur tenendo ben presenti i tempi ormai stringenti, probabilmente eviterebbe successivi grattacapi e permetterebbe di procedere poi spediti, qualora non emergessero criticità, verso l’avvio dei lavori.

In particolare, il Comitato di Quartiere segnala che “l’area di Santa Clementina rientra da tempo nella perimetrazione di centro urbano. Questa inclusione non ha indotto miglioramenti nella qualità ambientale del rione. Basta pensare alla mancata manutenzione del verde e della viabilità, le strade di accesso sono dissestate, lo svincolo tra via Latina e via Sannio Antico è chiuso da tempo immemorabile, alle prime piogge Via G. De Rienzo e la stessa via Sannio Antico si allagano e diventano impraticabili, di notte via S. Clementina è impercorribile”.

E dunque l’insediamento dell’impianto di depurazione non migliorerà certo la qualità ambientale e quindi la vivibilità dell’area.

Il Comitato sottolinea altresì “che l’impianto di Santa Clementina ricade in un’area con vincolo archeologico ed è compresa nel corridoio ecologico principale del fiume Sabato.

E’ noto che già in precedenza l’area era stata interdetta all’edificazione su parere della Sovrintendenza Archeologica. Solo recentemente il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di finanziare un programma di indagini, studio e successiva campagna di scavi proprio nell’area che dovrebbe ospitare l’impianto di depurazione. Questo programma dovrebbe consentire di portare alla luce il vecchio tracciato dell’Appia Antica nel suo percorso di accesso alla città. Sempre secondo gli studi della Sovrintendenza l’area dove sono state già rinvenute necropoli, iscrizioni, tracce di fondazioni dell’antico monastero di San Pietro dovrebbe ospitare un grande parco archeologico, viatico per il riconoscimento Unesco di una vasta area che comprenderà il Ponte Leproso, l’Anfiteatro e il Teatro Romano”.

“E’ altrettanto noto – sostengono i residenti – che le aree incluse nei corridoi ecologici ai sensi dell’art. 38 delle NTA del PUC sono inedificabili e finalizzate esclusivamente alla ricostituzione degli ecosistemi fluviali. Le stesse aree, inoltre, sono incluse, ai sensi dell’art. 52 delle NTA del PUC nel parco agricolo fluviale che persegue la salvaguardia e l’integrità dell’ambiente naturale. L’art. 52 delle NTA del PUC al secondo comma prescrive che fino all’approvazione del PU o costituzione del parco alle aree si applicano le norme delle rispettive zone di tutela mirata E1. In sostanza si stabilisce che dette aree sono inedificabili; in tali aree non è consentito l’esercizio di attività produttive (vedi comma 1 dell’art. 122 delle NTA). La scelta del parco fluviale è prevista dal PTCP che all’art. 37 delle NTA individua nuove aeree naturali protette di rilevanza provinciale da assoggettare a particolari regimi di tutela secondo quanto disposto dal comma 2 lett. d) dell’art 20 del D.Lgs. 267/2000. Le aree protette sono il Parco fluviale del fiume Calore, il Parco fluviale del fiume Sabato e il Parco fluviale del fiume Tammaro”.

Il Comitato rileva ancora che “gran parte dell’area, unitamente al poligono di tiro, appartiene al demanio del Ministero della Difesa che difficilmente consentirà la sdemanializzazione per ospitare l’impianto. E, comunque, nel caso di beni demaniali, l’espropriazione non può che avvenire ex art. 4, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001 e cioè previa sdemanializzazione. L’area in questione, classificata F5 dal PUC non può essere utilizzata per accogliere un impianto di depurazione giacché gli Atti di Programmazione vigenti nel Comune di Benevento stabiliscono per quest’area una destinazione a ‘poligono’ o a ‘congressi’”

I residenti ricordano inoltre che “la ‘Guida alla progettazione dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue urbane’ emanata dall’ANPA e dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio prescrive che il documento preliminare alla progettazione contenga la griglia di norme relative al governo del territorio in cui si cala l’intervento e le disposizioni di qualsiasi piano urbanistico, la localizzazione dell’intervento, in funzione delle caratteristiche ambientali del sito, la distanza dai centri abitati in modo da proteggerli da rumori e odori molesti. Il quartiere di Santa Clementina è incluso nella perimetrazione di centro urbano”.

L’ultima discettazione riguarda infine la scelta dell’area che “deve rispettare quanto contenuto nell’allegato 4 della Deliberazione del Comitato dei Ministri 4 febbraio 1977 che fra le altre prescrizioni raccomanda che ‘è prescritta una fascia di rispetto assoluto con vincolo di inedificabilità circostante l’area destinata allo impianto di almeno 100 metri”. Questa prescrizione alla luce degli edifici esistenti precluderebbe qualsiasi intervento.

Per il Comitato di Quartiere dunque la scelta “è assolutamente improponibile ed in contrasto con le norme ambientali dello strumento urbanistico vigente e delle norme generali in materia di impianti di depurazione”.

Sono del parere – conclude De Pierro – che quanto addotto con tanto di appunti cartografici e tavole da parte del Comitato sia meritevole di ulteriore analisi. Pertanto mi riservo la facoltà di portare, in qualche modo, questo dettagliato studio all’attenzione del Consiglio comunale, attraverso la proposizione, previa raccolta firme insieme agli altri colleghi consiglieri, o di un Ordine del Giorno o di un Consiglio comunale aperto alla partecipazione dei residenti di Santa Clementina”.

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