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Teatro Romano. Offese a bambina down, Creta avvia indagine interna

14/09/2019
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Lo sfogo sul web  in pochissimo tempo è diventato virale.

“Condivido  quanto di allucinante accaduto stasera alla mia famiglia e a quella di mia sorella. Mia figlia e la cuginetta, all’uscita dal pub, chiedono di visitare il teatro romano aperto al pubblico. Entriamo pagando i biglietti e una volta nel teatro veniamo accolti da un energumeno che ci dice di seguire la visita guidata. Mio marito gli dice che le bambine volevano vedere due minuti il teatro ma lui gli si avventa contro urlando quanto di seguito: imbecille mongoloide ect ect…. e qui il patatrac… avendo al seguito mia nipote, meravigliosa bimba con sindrome di down, gli chiediamo di non usare più quella parola e lui di tutta risposta si avventa nuovamente…continuando ad urlare…. mongoloidi. Ora come vogliamo fare cultura se nell’organizzazione permettiamo che detti soggetti inqualificabili siano il biglietto da visita???? Quanta amarezza…nonostante le scuse del prof. Responsabile dell’evento… per quel servono!”. Questo il post su facebook

Ferdinando Creta ha così risposto:  “Da mesi  sto mettendo in campo uno sforzo di valorizzazione del Teatro Romano di Benevento, senza lesinare energie, con la dedizione e lo spirito di abnegazione che da sempre mi guidano nella mia professione, giacché considero la cultura e la bellezza patrimonio di tutti. Ecco perché, da Direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano, non posso permettere che un monumento di tale magnificenza diventi luogo di scontro verbale, di conflitto, di turpiloquio o di atti di arroganza.

I fatti accaduti ieri sera, durante uno degli appuntamenti serali della rassegna Benevento Città Teatro, e a me segnalati, sono di una gravità inaudita. Non solo mi dissocio da qualsiasi atteggiamento irrispettoso da chicchessia posto in essere, ma avvierò, immediatamente, un’indagine interna per verificare l’accaduto, anche se mi sento di escludere che si tratti di persone stabilmente inserite nella struttura del Teatro Romano. Da Direttore di uno spazio che trasuda bellezza e cultura, – conclude Creta – sento su di me il peso delle riferitemi offese arrecate ai visitatori coinvolti nell’accaduto, e a loro chiedo scusa, prendendo le distanze da gesti e parole pronunciate … di tanto risponderà solo chi se ne è reso autore”.

 Solidarietà alla famiglia anche dall’’Associazione Italiana Persone Down Sezione di Benevento che ha scritto : “Siamo sicuri che condividiate le nostre considerazioni di rivolgere attenzione maggiore per sensibilizzare le persone all’utilizzo di un linguaggio che sia in linea con un parlare corretto e che non si contribuisca alla diffusione di falsi luoghi comuni di ogni sorta su questa condizione genetica”.

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