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“Storie di paese” : al via la presentazione dei due romanzi di Mario D’Agostino

17/08/2019
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L’importante “kermesse” letteraria il 18 agosto 2019 alle ore 20,30 nella villa comunale di Pesco Sannita. L’autore da una vita riporta alla luce tematiche e problematiche di vita vissuta del paese del pre- Fortore

di Lino Santillo

 

Ad un anno (agosto 2018) dalla presentazione del libro “Cielo da vedere e terra da camminare” quest’anno il 18 agosto 2019 nello splendido scenario della villa comunale con inizio alle 20,30 un altro grande appuntamento con la presentazione di un altro libro scritto da Mario D’Agostino dal titolo “Storie di paese”. L’autore questa volta scrive due romanzi, l’uno la continuazione di “Cielo da vedere e terra da camminare” con l’eredità di Basilio, l’altro “Festa grande” una sorta di riedizione di un romanzo già scritto nel 1997 e ora ampliato e riportato alla luce con nuovi episodi, fatti, scene e personaggi inediti. Una sorta di romanzo autobiografico dove è difficile riconoscere i vari personaggi in quanto l’autore, nel realizzarne il ritratto, non di rado ha messo di proposito la testa dell’uno sul tronco dell’altro. Ricordiamo inoltre che il romanzo storico è un misto di storia e di invenzione: esso, infatti, narra una vicenda di invenzione ambientata però in un’epoca storica precisa, generalmente del passato, ricostruita più o meno fedelmente nelle sue caratteristiche sociali e culturali. Accanto a personaggi storici, ossia realmente esistiti, che si configurano per lo più come personaggi secondari, si muovono e agiscono personaggi inventati, ma verosimili, nel senso che riflettono nel loro modo di pensare e di comportarsi la realtà storica e sociale dell’epoca in cui è ambientato il romanzo. Una caratteristica particolare del romanzo storico è la presenza di personaggi collettivi: vi sono infatti molte scene “corali” che hanno per protagonista non più il singolo personaggio, ma la folla, il popolo, gruppi di persone, raffigurati in atteggiamenti o comportamenti di partecipazione nei confronti degli eventi politici e sociali del loro tempo. Dal punto di visto stilistico, il romanzo storico è spesso caratterizzato da ampie descrizioni di paesaggi che hanno la funzione di “incorniciare” l’azione e da minuziose, dettagliate descrizioni di oggetti, arredi, abiti d’epoca per meglio caratterizzare i personaggi. Inoltre il linguaggio usato è solitamente di registro alto, elevato, letterario, ma non è raro anche l’utilizzo di un linguaggio un po’ antiquato, che riproduce fedelmente quello parlato nell’epoca in cui si svolge la vicenda narrata. Per l’importante “kermesse” culturale è assicurata la presenza del sindaco Antonio Michele, del vice- sindaco e assessore alla Cultura Nicola Gentile, unitamente all’editore Mario De Tommasi della Ideas Edizioni. Un parterre di tutto rispetto per quest’altra fatica letteraria dell’autore pescolano Mario D’Agostino. Il libro è dedicato a “Ilaria”: il mio splendido domani, come scrive l’autore. Laureato in Chimica, dottore di ricerca in scienze farmaceutiche, docente universitario e poi “prestato” al gruppo umanistico per quanto attiene la sua produzione letteraria, quali romanzi, narrativa, libri sulla storia locale, dialetto pescolano e quanto altro. Una vasta produzione di Mario D’Agostino che lo hanno proiettato nel corso degli anni tra i maggiori saggisti e narratori nel vasto pianeta regionale e nazionale degli scrittori. Un grande vanto per Pesco Sannita per l’intero Sannio, la regione e anche al di fuori dei confini locali e nazionali. Senza dubbio, un autore “prestato” dalla chimica al mondo umanistico, considerato anche il suo rigore morale, scientifico e letterario nello scrivere e ricercare materiale per i suoi tantissimi libri dati alle stampe. Domenica, 18 agosto altra tappa della sua vasta produzione letteraria. Tutti i presenti potranno sentire dalla sua voce come è finita l’eredità di Basilio Cardone per tutti “zì ciccio”. Un modo particolare e affettuoso per identificare il grande proprietario terriero deceduto il quale lascia la sua eredità ai quattro figli i fratelli Cardone. Da qui i rispettivi nipoti di Basilio come agiscono, come vivono come riescono o meglio a volte non riescono a conservare case e terreni. Un susseguirsi di eventi, di colpi di scena e contraccolpi fisici e morali. E’ la storia di una famiglia di Pesco Sannita, di grandi proprietari terrieri, dove prima i figli di Basilio Cardone e poi i nipoti dello stesso capostipite “mollano” ogni cosa, vuoi per la carenza di “braccia” oppure per altre motivazioni. Terminano così come per un incanto le varie coltivazioni che nel tempo si erano alternate nel corso degli anni proprio sull’intero territorio pescolano. Si chiude così “inesorabilmente” un ciclo descritto molto bene con dovizia di particolari da Mario D’Agostino. Mentre, in “festa grande” vengono tratteggiate storie di vita vissuta. In particolare la vita locale, la festa di Santa Reparata, il pranzi delle grandi occasioni, dinatale, pasqua, San Nicola e altre importanti ricorrenze. La via di giovani, gli amori furtivi, la protesta degli studenti a Napoli, la vita universitaria, il grande amore tra Nicola e Tonya, come pure altri ritratti e scene della vita non solo del centro urbano ma anche delle località rurali. Un misto di storie e situazioni varie, ritratte molto bene, dove ogni personaggio viene collocato al momento giusto in ogni azione della propria famiglia, tra amici, parenti e comportamenti adeguati che rispecchiano la propria vita e la propria azione quotidiana. Senza dubbio, un libro da acquistare, da leggere e tenere ben custodito in ogni famiglia per trasmettere alle nuove generazioni per capire ed entrare a pieno titolo in un mondo passato pieno di fascino, di grandi sacrifici, ma anche di situazioni particolari in ogni personaggio collocato ad arte e con grande bravura dall’autore Mario D’Agostino nei vari capitoli del libro.

Chi è l’autore Mario D’Agostino?

Mario D’Agostino, laureato in Chimica e dottore di ricerca in Scienze farmaceutiche, Mario D’Agostino (Pesco Sannita, 1937) ha insegnato negli istituti superiori e, come professore a contratto, nell’università federiciana di Napoli. I suoi interessi, oltre a quelli strettamente professionali (due libri di analisi chimica ed una cinquantina di pubblicazioni sulla chimica delle sostanze naturali), vanno dalla poesia (La luna nel pozzo, 1992), alla narrativa (Festagrande, 1997), dal dialetto (Dizionario pescolano,2004) alla storiografia locale (Storia di Pesco Sannita, 1981; La reazione borbonica in provincia di Benevento, 1987; Pesco Sannita tra cronaca e storia, 2000; Dalle rive del Tevere alle sponde del Tammaro, 2002; Vita da briganti, 2009; Pesco Sannita. Storia di un millennio, 2009; Legittimismo e brigantaggio in Campania, 2011; Pesco Sannita. Storia e dialetto, 2016); La famiglia Costantini, 2018. Degno di nota, infine, è il suo impegno ultratrentennale profuso nel recupero completo dei manoscritti del commediografo pescolano Giandomenico Viglione: Teatro dialettale, 1982; Gli ultimi inediti, 2003; Miscellanea 2013.

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