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Ruggiero : “Il Comitato dei Sindaci, piuttosto quello dei morosi…”

21/07/2019
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Il Comitato di sindaci voluto da Clemente Mastella per lo studio dei problemi legati al ciclo dei rifiuti, e avallato dal Presidente della Provincia Di Maria, più che un gruppo di esperti può definirsi semplicemente un’allegra compagnia di morosi, tutti complici del pessimo stato economico in cui versa la Samte.

A scriverlo è Antonio Ruggiero che aggiunge : “Infatti se leggiamo attentamente il concordato omologato dal tribunale, le sette amministrazioni presenti all’interno di questo esclusivo gruppo, rappresentano quasi il 40% della massa creditoria di Samte nei confronti dei Comuni Sanniti.

Quindi invece di scegliere Amministratori virtuosi che avrebbero potuto comprendere bene il perché di tale sfacelo, il Presidente Di Maria ha reputato di scegliere proprio quei sindaci che hanno contribuito, in modo determinante, a creare quella sofferenza finanziaria che poi ha causato il quasi fallimento della Samte.

Non credo che amministratori che hanno dimostrato, anche attraverso azioni giudiziarie, la netta volontà di non pagare quanto richiesto da Samte, possano contribuire ad una soluzione del problema che in primis , in ogni caso, preveda il versamento alla società provinciale di quanto finora dovuto, e in più occasioni richiesto.

Comunque la scelta i di Di Maria è coerente con l’illogicità finora praticata. Infatti, il nuovo Direttore Generale della Provincia di Benevento, Avv. Nicola Boccalone, ha Amministrato una società concorrente e debitrice della Samte per oltre seicentomila euro, oltre ad avere un curriculum di episodi che molto spesso hanno visto l’intervento persino della Corte dei Conti. Per la Presidenza dell’ATO rifiuti è stato scelto proprio colui che si è sempre opposto all’apertura dello Stir, tale Pasquale Iacovella sindaco di Casalduni. Quale direttore tecnico dell’Ato è stato individuato un funzionario del Comune di Benevento che si occupa di affari sociali, tale Alessandro Verdicchio, da sempre estraneo alle dinamiche del ciclo dei rifiuti.

L’Amministratore Unico di Samte è invece un sindaco, quello di San Bartolomeo in Galdo, anch’egli moroso e scelto a discapito di un curriculum autorevole quale quello di Raphael Rossi, manager di lungo corso nei campo dei rifiuti.

In definitiva la crisi dei rifiuti della Provincia di Benevento sembra qualcosa di indotto, con gli attori di questo dramma tutti intenzionati, in un ragionamento folle, a chiudere la Samte credendo nella scomparsa della massa debitoria.

Lo stessa spending review annunciata dell’Amministratore Unico di Samte, Carmine Agostinelli, sembra un libro delle favole, considerato che, ad esempio, il costo per il fitto dello stabile dove sono ubicati gli uffici non è di trentasettemila euro l’anno ma bensì già molto inferiore, attestandosi a milleseicento euro al mese, e se pur la Provincia dovesse concedere dei locali propri, questi sarebbero comunque oggetto di un fitto da pagare.

Che inoltre, una buona parte del debito di Samte è nei confronti dell’Enel, che fornisce in regime di salvaguardia l’energia allo Stir, e che fino a quando non saranno liquidate le fatture al gestore elettrico difficilmente si troverà un fornitore disposto a fare sconti.

Dimostrazione di tutto ciò sta nel continuo aumento di altri costi, come quello per lo smaltimento del percolato nelle discariche ubicate nel territorio Sannita, il quale è arrivato ad importi economicamente insostenibili proprio perché gli erogatori del servizio temono di non essere pagati per le prestazioni eseguite.

Inoltre sarebbe pazzesco credere di risparmiare su consulenze indispensabili quella del medico del lavoro.

La realtà è ben diversa è si racchiude semplicemente nell’incapacità del clan mastelliano di gestire la Provincia e con essa i servizi che questa dovrebbe garantire attraverso le proprie società. Potremo inventare migliaia di tavoli, ma se vogliamo risolvere le urgenti problematiche finora evidenziate, occorre in primis, dimostrare di avere senso di responsabilità, capacità e di serietà.”

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