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Caio Mussolini a Benevento “Io porto la Patria nel cuore, porto il tricolore dentro di me!”

19/05/2019
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Tappa beneventana per Caio Mussolini nel suo tour elettorale  in provincia di Benevento. L’esponente del partito della Meloni ha incontrato fans e stampa a Palazzo Paolo V.

Uomo di garbo e di cultura raffinata, è ben conscio di portare un cognome pesante che deve fare i conti con una  arretratezza culturale, che accosta  i cognomi alle persone come fossero marchi di fabbrica senza provare a capire e conoscere l’uomo che è dietro quel nome e cognome. Ma Caio Mussolini, poliglotta e con due lauree,  temprato dalla vita militare, comandante di sommergibili della Marina Militare Italiana, è uomo navigato che sa evitare anche i perigli dei mari politici ed ha in se il carisma di chi sa di possedere qualità proprie e non si nasconde. Difatti bacchetta anche Federico Paolucci che in apertura di incontro dichiara che lo chiamerà solo Caio, per evitare polemiche sul cognome, cosa questa mal digerita dallo stesso Mussolini che nel suo intervento, da subito, ha chiarito che il suo nome è Caio Mussolini ed è orgoglioso di questo. D’altronde anche Ida Santanelli, la sua referente politica per queste elezioni ha sottolineato di come la stampa, chiaramente quella avversa, sottolinea solo il suo cognome senza preoccuparsi di conoscere seriamente il candidato e le sue idee che sono di rottura con i vecchi schemi.

Ma Mussolini è, come detto, uomo navigato, ha charme per conquistare le platee e non si lascia condizionare da queste polemiche pretestuose, tira dritto e, dopo aver ribadito di essere orgoglioso di portare quel cognome e di avere la patria ed il tricolore nel cuore mentre altri avrebbero voluto con la bandiera italiana pulirsi, per così dire, il lato “B”,  è entrato subito nel programma politico. Per lui, uomo dalla disciplina militare, difatti appena giunto fuori da Palazzo Paolo V ha dapprima salutato le forze dell’ordine presenti, ha chiarito che  i militari devono fare i militari e non tappare le buche delle vie di Roma o togliere l’immondizia dalle strade. Poi la questione meridionale. Qui tutto sembra essere fermato agli anni trenta. Fare imprenditoria al sud è una vera e propria scommessa nel mentre si perdono i giovani che dopo essersi formati nelle università emigrano all’estero. Bisogna far valere il made in Italy in Europa ma senza andare fuori dalla stessa,  facendo in modo che sia una Unione Europea dei popoli. Per fare questo però bisogna mandare li persone che lavorino veramente e non che facciano atto di presenza una sola volta al mese.

Una stoccata poi alla Lega che ha approfittato di un “buco” lasciato aperto e vi si è infilata. La destra, ha rivendicato con orgoglio, siamo noi e nessun’altro! Ed il bianco rosso e verde che taluni strappano, lo portiamo nei nostri cuori!. Il riferimento ai manifesti strappati nei giorni scorsi è evidente ed aggiunge “C’è una sinistra che non ha argomenti, non sa cosa dire e non ha nulla da proporre. E allora strappa i manifesti degli altri.”

 

 

 

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