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Commemorazione di Vito Ievolella all’incontro:“Scusa non sapevamo” tra IPSAR “Le Streghe” e Libera.

14/04/2019
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“Sono stati momenti di grande emozione per le parole della figlia del Carabiniere Vito Ievolella”  commenta Fioravante Bosco che ha partecipato all’incontro.

Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, ha partecipato, presso l’Istituto IPSAR “Le Streghe” di Benevento all’incontro dal titolo “Scusa non sapevamo”, iniziativa promossa in collaborazione con il coordinamento provinciale di Libera Benevento, durante la quale è stato ricordato il sacrifico del carabiniere sannita Vito Ievolella.

Vito Ievolella, sottufficiale dei carabinieri, fu ucciso a Palermo in Piazza Principe di Camporeale il 10 settembre 1981 da sicari mafiosi. Si trovava nella sua auto, una Fiat 128, in cui aspettava insieme alla moglie, la figlia Lucia, impegnata in una lezione di scuola-guida. Gli assassini lo affiancarono con un’altra vettura esplodendo numerosi colpi di fucile e pistola. La causa del suo omicidio è stata probabilmente legata a una sua indagine del 1980 che si concluse con una relazione dal titolo “Savoca+44”, che implicava fortemente la famiglia mafiosa Spataro, e che riguardava il contrabbando delle sigarette, già intrecciato al traffico degli stupefacenti.

La testimonianza di Lucia Ievolella, figlia di Vito, che ora è dirigente scolastico in Sicilia, è stata molto toccante. In due ore di intervento, che sono volate via senza pause, Lucia non ha sottaciuto particolari agghiaccianti che dal momento dell’eccidio le hanno cambiato l’esistenza per sempre.

“E’ stata una mattinata molto importante – dichiara Fioravante Bosco – durante la quale non sono mancati momenti di grande emozione per le parole della figlia del Carabiniere Vito Ievolella. Purtroppo, mentre eravamo intenti a commemorare il nostro caduto, è arrivata la ferale notizia dell’uccisione di un altro Carabiniere, avvenuta questa volta a Cagnano Varano in provincia di Foggia. Una notizia molto triste – conclude Bosco – giunta in un giorno particolare. Nel mentre chiedo che l’autore del delitto non esca più dal carcere, rivolgo all’Arma dei Carabinieri la vicinanza più sincera per la morte di un altro innocente, che si aggiunge all’elenco infinito dei circa mille morti di mafia”.

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