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Uil sulla proposta di Legge Bongiorno

20/02/2019
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La segreteria territoriale della Uil Avellino/Benevento ritiene che con il testo del Disegno di Legge sulla Pubblica Amministrazione presentato dal Ministro Giulia Bongiorno titolato “miglioramento della Pubblica Amministrazione”, si rende evidente la volontà della Politica di mirare al controllo diretto della macchina pubblica. Il Ministro Bongiorno al suo esordio aveva affermato di non voler legare il suo nome ad alcuna nuova riforma. Ora evidentemente ci ha ripensato, ma con la solita logica dei molti governi passati: l’unico obiettivo che si rileva da questo intervento è quello di cancellare il ripristino della contrattazione, attraverso un colpo di spugna dell’Accordo Governo-Sindacati del 30 novembre 2016.

Intesa che ha reso possibili le necessarie modifiche normative e quindi i rinnovi contrattuali 2016-2018, e che ha avuto il pregio di ripristinare il giusto equilibrio tra legge e contratto, nonché di restituire valore alla contrattazione e dignità ai lavoratori.

Inoltre, il Disegno di legge Bongiorno, a tratti in modo esplicito, e in altri sottinteso, ripropone tutti gli aspetti negativi della riforma Brunetta, a iniziare dalla rivisitazione del rapporto legge-contratto e delle clausole di inderogabilità, per finire con la riproposizione delle famigerate fasce di merito, che predeterminano indipendentemente dalla qualità del lavoro, una quantità di lavoratori a cui non potrà essere corrisposto alcun emolumento.

Invece, la Uil ritiene che l’unica vera riforma è investire in qualità, per valorizzare la professionalità dei lavoratori. Ricordiamo che le Commissioni previste nel Contratto nazionale di lavoro dei comparti funzioni locali e sanità per riconoscere l’evoluzione professionale, non sono mai partite. Mentre ci vorrebbe un Piano straordinario per le assunzioni, le nuove norme sulle assunzioni determineranno ritardi, vista l’impossibilità di scorrimento delle graduatorie dopo aver nominato i relativi vincitori. Ci auguriamo che la disponibilità al confronto, appena avviata, sia con il Ministro che con la Conferenza delle Regioni prosegua per contribuire a realizzare una riforma che rilanci i servizi pubblici.

“Se vogliamo ragionare della Scuola – attacca Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – invece di perseguire con la rigidità della legge la sua governance, andrebbero eliminate la lentezza burocratica e l’immobilismo amministrativo, problemi principali da risolvere. La Scuola non si amministra, si governa e solo le regole flessibili della contrattazione collettiva sono in grado di farlo efficacemente. Del resto, se il governo, dubita della propria capacità negoziale e non si fida di sé stesso e delle proprie argomentazioni, e preferisce rifugiarsi dietro la legge – conclude il sindacalista -, la colpa non è certamente nostra. In verità, non rileviamo nulla di nuovo da questo Governo che si definisce del cambiamento”.

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