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Montefalcone, Lettera aperta del Comitato Viabilità Negata al Presidente De Luca.

18/02/2019
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Sabato 16 febbraio, durante la cerimonia d’apertura di “Sannio Falanghina – Città europea del vino 2019”, una delegazione del Comitato Civico Viabilità Negata di Montefalcone di Val Fortore, ha avuto la possibilità d’incontrare il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, al quale è stata consegnata una lettera aperta con un invito a visitare il territorio fortorino. Di seguito il testo della missiva.

“Onorevole Presidente, a scriverle è il Comitato Civico Viabilità Negata di Montefalcone di Val Fortore. Il nostro è un piccolo paese del Sannio; tra i comuni della provincia di Benevento è quello che presenta la maggiore altitudine, arrampicandosi sui rilievi che sovrastano la splendida valle del Fortore; ubicato, dunque, in quell’area della regione Campania che va ad incunearsi tra il Molise e la Puglia.

Territorio aspro ed isolato, nel quale la vita è sempre stata dura, difficile. Ma proprio queste difficoltà hanno plasmato la fisionomia dei popoli che lo abitano, conferendo loro specifici tratti identitari che si sostanziano di umiltà e fierezza, di dignità e coraggio, di viscerali legami alle tradizioni, ma anche della capacità di gettare lo sguardo oltre le angustie dei propri confini e verso il nuovo che i tempi propongono.

La nostra è terra di gente che emigra e che ha vinto dalla propria complicata e tormentata storia il senso profondo del rigore e del rispetto e la convinzione che nessuno e niente ti regala qualcosa, se non la fatica di un metodico, assiduo e sano impegno.

La nostra è terra marginale, di confine per sue stesse caratteristiche, con tutte le peculiarità che tale status nel bene e nel male le attribuisce, ma che, tuttavia, riteniamo non possano e non debbano in alcun modo essere considerate ragioni sufficienti a giustificare o legittimare la secolare assenza in essa della politica intesa come guida e volano per lo sviluppo economico, sociale e culturale di un territorio, oppure, nella migliore delle ipotesi, l’assunzione di politiche insufficienti o inefficaci a creare quelle condizioni in grado di sollecitare la riconciliazione della gente fortorina con il sistema democratico e con le istituzioni che lo incarnano.

La nostra, Onorevole Presidente, è terra di gente di frontiera, abituata a resistere più che ad esistere, là dove la frontiera deve essere pensata non tanto come una connotazione geografica, quanto più come quella linea invisibile ma presente che ambiremmo un giorno varcare per poterci sentire anche noi non soltanto spettatori, ma coprotagonisti ed artefici del grande movimento della Storia.

E siamo consapevoli che ciò non accadrà, almeno fino a quando si continuerà a parlare del Fortore soltanto durante la formulazione delle graduatorie inerenti le aree più depresse e disagiate dell’intera nazione; almeno fino a che non si riuscirà a porre un freno deciso a quel processo di desertificazione demografica continuo, ad oggi inarrestabile (…irreversibile…?!…), che rischia seriamente di tramutare i nostri borghi in altrettanti paesi fantasma; almeno fino al punto in cui la politica non voglia veramente farsi interprete delle nostre aspettative, che sono si nello specifico esigenza di opere ed infrastrutture, ma che, più in generale,si palesano come istanze tutte riconducibili al bisogno pressante, diffuso e inderogabile di riconnessione ad un vivere inviolabile, pieno e vero.

Di tanto, Onorevole Presidente, si sostanzia lo scenario che spiega la nascita a Montefalcone di Val Fortore del Comitato Civico Viabilità Negata. Un movimento spontaneo e popolare, concepito al di là e al di fuori dei vari schieramenti partitici e proteso a creare le condizioni per un durevole e proficuo confronto tra i cittadini e tra essi e le istituzioni, comunali e sovracomunali, su tematiche e questioni di carattere ed interesse comunitario.

Per troppo tempo il popolo fortorino in generale e quello montefalconese in particolare è stato tenuto ingabbiato in una condizione di inferiorità fatta di rinunce, sacrifici e diritti negati. Ebbene, noi ora siamo propensi a credere che il Finanziamento per la ricostruzione della Strada Provinciale denominata SP45, collante tra il comune di Montefalcone di Val Fortore e il capoluogo di provincia, attuato con il Decreto n°29 del 12.11.2018, voglia essere un vero e proprio segnale di una quanto mai auspicata inversione di tendenza verificatasi nello stato delle cose finora prospettato.

Siamo cioè fermamente convinti che tale provvedimento, ben oltre il positivo impatto funzionale ed economico che produrrà sul territorio e che già di per se stesso rappresenta una conquista di straordinaria importanza, sia foriero di molteplici, altrettanto rilevanti significati politici.

E’ segno, innanzitutto, che quando l’esercizio della politica è volto al perseguimento del bene comune, esso è veramente in grado di conferire decoro ai popoli, proponendosi, così era solito affermare Paolo VI rivolgendosi ai Comitati Civici, “come la più alta forma di carità”.

In secondo luogo si fa testimonianza di come l’innesco di dinamiche e azioni sinergiche, nella fattispecie la collaborazione ha visto come soggetti protagonisti i cittadini di Montefalcone, l’Ente Provincia di Benevento e l’Ente Regione Campania, possa essere considerato a ragion veduta uno strumento validissimo in funzione del conseguimento di un obiettivo preciso e comune e, perché no, ai fini di facilitare la ricomposizione di quella frattura esistente tra cittadini e istituzioni, che troppo spesso insiste nel voler permeare di sé lo svolgimento degli attuali eventi politici.

Infine, ma non per ultimo, si propone come sinonimo di una speranza rinata. Un punto di partenza e non un traguardo,per ciò che in sé rappresenta, ma anche perché le vicende che ne sono state preludio hanno comunque indicato una direzione, tracciato un cammino che può e deve essere ripercorso nell’approccio ad altre questioni ritenute alla stessa stregua improcrastinabili.

In sintesi, pensiamo alla nuova SP45 come ad una strada veramente speciale. Speciale perché ci consentirà di sviluppare una esistenza migliore; speciale perché permetterà ai nostri sogni, alle nostre aspettative di correre e correre sempre più velocemente verso lo smantellamento di quello stato di atavico isolamento nel quale, nostro malgrado, siamo stati colpevolmente reclusi.

Intendiamo, pertanto, rivolgere il nostro ringraziamento sincero a tutte le istituzioni che hanno aperto le porte predisponendosi favorevolmente all’ascolto delle nostre istanze ed hanno svolto un ruolo determinante per il raggiungimento di tale agognato obiettivo; e, in questa sede, all’Ente Regione Campania e a Lei, Onorevole Presidente, quale suo rappresentante più autorevole.

Ci consenta infine di chiudere questa lunga lettera con il nostro accorato invito a visitare il Fortore. Saremmo onorati e fieri di accoglierla tra di noi, così da condividere insieme un momento di gioia per il risultato ottenuto, darLe occasione di una conoscenza più diretta e profonda della nostra realtà e magari insieme riflettere sulle prospettive che essa suggerisce e verificare se esistono altri campi che potrebbero dare frutti ugualmente importanti ed ambiti qualora fossero resi fertili dal seme della collaborazione e dell’impegno.

Onorevole Presidente, crediamo fermamente che la democrazia non ammetta gradazioni: essa è o non è. E condizione necessaria e sufficiente affinché la democrazia possa essere definita tale e perciò autentica, compiuta, è la redenzione economica, sociale e culturale dei popoli che la invocano e la sorreggono, attraverso la presa in carico delle loro esigenze, delle loro aspirazioni, delle loro necessità.

Fiduciosi che da questo principio possa trarre ispirazione e nutrimento anche la Sua quotidiana e faticosa attività politica e nell’augurarle ogni bene e traguardo desiderato nell’espletamento della Sua alta carica istituzionale, Le facciamo pervenire i nostri saluti più cordiali”.

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