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Chiuse da domani 12 Gennaio la scuola primaria Silvio Pellico, la Bosco Lucarelli e la Palestra Mazzini

11/01/2019
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Prot. 3385 /2019 ORDINANZA SINDACALE N. 03 DEL 11-01-2019.

OGGETTO: Chiusura degli edifici scolastici ” S. Pellico- Lucarelli e Palestra Mazzini “per mancato rispetto delle verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio”.-
PREMESSO che:
-in ottemperanza al vigente quadro normativo l’amministrazione comunale ha disposto l’esecuzione delle valutazioni della sicurezza degli edifici scolastici di proprietà comunale; -tale obbligo discende dall’O.P.C.M. 3274 del 20-03-2003 e s.m.e i.;
-la normativa tecnica di riferimento è costituita dall’aggiornamento delle norme tecniche di costruzione di cui al D. M. Infrastrutture e Trasporti 17 gennaio 2018;
CONSIDERATO che l’esito delle valutazioni della sicurezza sinora effettuate è stato sintetizzato ed illustrato dal Dirigente del Settore OO.PP. con propria relazione prot. 3377/2019 ALLEGATA al presente dispositivo;
-RILEVATO che dalla lettura della predetta relazione risulta che alcuni edifici scolastici e o porzione di essi ricadono nell’ipotesi di cui all’ultimo comma dell’art. 8.3 delle NTC 2018 per il quale: “E’ necessario adottare provvedimenti restrittivi dell’uso della costruzione e/o procedere ad interventi di miglioramento o adeguamento nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo , ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio”. La norma appena citata prescrive essenzialmente che qualora non siano soddisfatte le verifiche per carichi verticali (carichi permanenti e sovraccarichi) è necessario adottare i provvedimenti prescritti ovvero restrizione dell’uso della costruzione e/o procedere ad interventi di miglioramento o adeguamento;
-RITENUTO che in via precauzionale ed in attesa dei necessari interventi di miglioramento o adeguamento degli edifici risulta opportuno provvedere alla chiusura di alcuni plessi scolastici;
-RICHIAMATA la L.24/02/1992 11.225;
-RICHIAMATI gli artt.50 e 54 del D.Lvo. 18/08/2000, n.267•,
-CONSIDERATO che possono esservi rischi e pericoli per la popolazione scolastica, con effetto immediato e precauzionale, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità, si ORDINA
-La chiusura, precauzionale, dal 12 gennaio 2019 dei seguenti edifici scolastici:
1- Primaria Silvio PELLICO di Via M. Minghetti;
2- Bosco LUCARELLI di Via V. Gioberti•,
3- Palestra Scuola MAZZINI (A. Amato) di Via Oderisio;
4-al Dirigente del Settori OO.PP. per quanto di competenza, di disporre le necessarie attività al fine di ripristinare la funzionalità degli edifici oggetto della presente Ordinanza;
5-al Dirigente del servizio Pubblica Istruzione per quanto di competenza, di adottare le misure più idonee al fine di garantire la continuità dell’attività scolastica;
-dare la massima divulgazione del presente dispositivo a mezzo stampa.-
Inviare la presente Ordinanza, a mezzo EMAIL-FAX a: Prefetto di Benevento, Questura di Benevento; al Comando Provinciale Carabinieri al Comando Provinciale GDF di Benevento; Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Benevento; Comando di Polizia Stradale e Polizia Municipale di Benevento, al Dirigente U.S. Regionale e Provinciale ai Dirigenti dei Settori OO.PP., Servizio Pubblica Istruzione, al Segretario Generale, agli Assessori OO.PP. e P. Istruzione interessati, Ufficio Messi per pubblicazione all’Albo.-

ESITO DELLE VALUTAZIONI DELLA SICUREZZA RELATIVE AGLI
EDIFICI SCOLASTICI COMUNALI
SI INQUADRAMENTO NORMATIVO
Al fine di meglio inquadrare i risultati del lavoro svolto nell’ambito della vigente normativa , a parere dello scrivente , è necessario procedere a svolgere alcune considerazioni che tengano conto della evoluzione della normativa stessa nonchè delle implicazioni operative determinate dai risultati ottenuti.
VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
La valutazione della sicurezza venne introdotta nella Normativa tecnica italiana dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 che obbligava:
“di procedere a verifica […] sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso. Le verifiche dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere pubbliche nelle zone sismiche 1 e 2.
Per chiarezza si riporta quanto previsto al comma 6 dell’art. 2 della medesima ordinanza nel quale
“6. La necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere di cui sopra sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali di cui all’art. 14 della leqqe 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all’art. 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. ”
Il termine di 5 anni, il 2008, è stato poi successivamente prorogato al 31/12/2010 con l’articolo 20 della legge n. 31/2008.
Per consentire agli enti locali ed alle Regioni di adempiere a quanto previsto dall’ O.P.C.M. 3274/2003 una nuova ordinanza, la 3362 dell’8 luglio 2004, istituiva un Fondo destinato al finanziamento delle verifiche tecniche da eseguire sugli edifici esistenti oltre agli interventi di miglioramento o adeguamento.
Attualmente la verifica delle costruzioni esistenti, identificata come
“Valutazione della Sicurezza”, prima disciplinata dal paragrafo 8.3 delle
Norme Tecniche per le Costruzioni d.m. 14 gennaio 2008 , è disciplinata dall’art.8.3 dell’Aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni di cui al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 17/01/2018.
Il citato art. 8.3 del DM 17/01/2018 qualifica la valutazione della sicurezza come quel “procedimento quantitativo , volto a determinare l’entità delle azioni che la struttura è in grado di sostenere con il livello di sicurezza minimo richiesto dalla presente normativa”
Essa quindi tende essenzialmente a .
stabilire se una struttura esistente è in grado o meno di resistere alle combinazioni delle azioni di progetto contenute nelle NTC, oppure determinare l’entità massima delle azioni, considerate nelle combinazioni di progetto previste, che la struttura è capace di sostenere con i margini di sicurezza richiesti dalle NTC.
La valutazione di sicurezza deve, quindi, permettere di stabilire se:
‘l’uso della costruzione possa continuare senza interventi;
‘l’uso debba essere modificato (declassamento, cambio di destinazione e/o imposizione di limitazioni e/o cautele d’uso); osia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità portante.
Al fine di aumentare e/o ripristinare la capacità portante , il punto 8.4 delle NTC 2018 prevede una serie di categorie di intervento che sono le seguenti:
i9tten•enti riparazione o locali: che interessino le di sicurezza preesistenti:
interventi di taigliøramertto: interventi atti ad aumentale stružturaie senza giungere livelb di stcu:ezza fissati al S.A.3.
interventi d’ adeguantejtto: atti aumentare 1a di sicurezza
S S-4-3.

In regime ordinario , ovvero se non prescritto in via generale come nel caso della O.P.C.M. 3274/2003 , la Valutazione della sicurezza di una costruzione va sempre eseguita nei seguenti casi ai sensi del terzo comma dell’art. 8.3:
Lu della sicurezza deve quando sola delle riduzione capacità detormaúva della strutture di dovuta significat:vo degrado e decad:mento delle caratterzstiche meccaniche dei deíormxzLona conseguenti anche pzoblemi tondazione: danneggiamenti prodotti ambientali ísasma. vento, neve e temperatura), da aziorti eccezionali ‘arti, mcendi. esplosžor,il o da ed uso provati grevi erron di progetto o di costruzione:
cambao delle desL.inaziur,e d’uso della costruzFJne dl essa con canchi variabili passaggio ad classe d’uso superiore, di interventi dichiaratamente qualora essi anche solo parte. elementi iut’,zŽone strutturale e. modo consistente, riducano la capacità e/o ne modifichino là rigidezza:
interver.ti di cui al 8.4 assenza dal titolo necessa.rw momento costru.’tone„ o norme tecñiche per ie costruzioni al momento della
L’ultimo comma dell’art. 8.3 delle NTC 2018 introduce a livello normativo una novità( peraltro presente nella circolare applicativa delle N TC 2008) per la quale si prescrive e chiarisce che:
“E’ necessario adottare provvedimenti restrittivi dell’uso della costruzione e/o procedere ad interventi di miglioramento o adeguamento nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo , ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio” .
Ebbene tale chiarificazione a livello normativo è di primaria importanza in relazione alle implicazioni di carattere operativo derivanti dalla valutazione della sicurezza della costruzione.
La norma appena citata prescrive essenzialmente che qualora e solo qualora non siano soddisfatte le verifiche per carichi verticali (carichi permanenti e sovraccarichi) allora è necessario adottare i provvedimenti prescritti ovvero restrizione dell’uso della costruzione e/o procedere ad interventi di miglioramento o adequamento.
In realtà tale indicazione , seppur non riportata espressamente dalle N TC 2008, era indicata nella relativa circolare applicativa ed in particolare alla pag. 286 del paragrafo C.8.3 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA, nella parte in cui , con riferimento agli eventuali interventi previsti evidenzia che È evidente che i provvedimenti detti sono necessari e improcrastinabili nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio; più complessa è la situazione che si determina nel
Ed ancora , a seguito dell’incertezza nel panorama normativo italiano in merito alla gestione degli esiti delle verifiche sismiche ed in particolare dell’obbliqatorietà dell’intervento il Dipartimento della Protezione Civile pubblicava una nota di chiarimenti (Prot. n. DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010).
In detta nota viene ribadito il concetto espresso nella circolare applicativa 617/2009 in merito al problema dei tempi di attivazione degli interventi conseguenti agli esiti delle verifiche:
” r provvedimenti sono necessari e improcrastinabili nel caso in cui non siano soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall’uomo, ossia carichi permanenti e alle altre azioni di servizio.
Risulta quindi chiaro che l’obbligatorietà dell’intervento discende dal solo caso in cui non siano soddisfatte le verifiche per carichi verticali (carichi permanenti e sovraccarichi)
Bisogna tuttavia andare a verificare cosa prevede il sistema normativo nel caso in cui si manifesti la inadeguatezza di una costruzione rispetto ad azioni ambientali non controllate dall’uomo, come nel caso dei terremoti.
La stessa circolare617/2009 relativa alle N TC 2008 , sempre alla pag. 286 così riporta:
permanenti e alle altre azioni di servizio; più complessa è la situazione che si determina nel momento in cui si manifesti l’inadeguatezza di un’opera rispetto alle azioni ambientali, non controllabili dall’uomo e soggette ad ampia variabilità nel tempo ed incertezza nella loro determinazione. Per le problematiche connesse, non si può pensare di imporre l’obbligatorietà dell’intervento o del cambiamento di destinazione d’uso o, addirittura, la messa fuori servizio dell’opera, non appena se ne riscontri l’inadeguatezza. Le decisioni da adottare dovranno necessariamente essere calibrate sulle singole situazioni (in relazione alla gravità dell’inadeguatezza, alle conseguenze, alle disponibilitå economiche e alle implicazioni in termini di pubblica incolumità). Saranno i proprietari o i gestori delle singole opere, siano essi enti pubblici o privati o singoli cittadini, a definire il provvedimento più idoneo, eventualmente individuando uno o più livelli delle azioni, commisurati alla vita nominale restante e alla classe d’uso, rispetto ai quali si rende necessario effettuare l’intervento di incremento della sicurezza entro un tempo prestabilito.
Interventi che risultano ancora più complicati in caso di immobili vincolati per i quali la stessa circolare prevede:
Per i beni tutelati gli interventi di miglioramento sono in linea di principio in grado di conciliare le esigenze di conservazione con quelle di sicurezza, fema restando la necessità di valutare quest’ultima. Tuttavia, per la stessa ragione. su tali beni devono essere evitati interventi che insieme li alterino in modo evidente e richiedano l’esecuzione di opere invasive, come può avvenire nel caso di ampliamenti o sopraelevazioni, o l’attribuzione di destinazioni d’uso particolarmente gravose.
Allo stesso modo il Dipartimento della Protezione Civile pubblicava nella nota di chiarimenti (Prot. n. DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010):
Più complessa è la situazione che si determina ne/ momento in cui si manifesti l’inadeguatezza di un opera rispetto alle azioni ambientali (ad esempio i terremoti), non controllabili dall’uomo
Per le problematiche connesse non si può pensare di imporre l’obbligatorietà dell’intervento
Le decisioni da adottare dovranno essere necessariamente calibrate sulle singole situazioni.
Saranno i proprietari o i gestori delle singole opere, siano essi enti pubblici o privati o singoli cittadini, a definire i/ provvedimento più idoneo, eventualmente individuando uno o più livelli delle azioni, commisurati alla vita nominale restante e alla classe d’uso.”
(Nota di chiarimenti prot. n. DPC/SISM/0083283 del Dipartimento della Protezione Civile).
Si rammenta che Il d.m. 14 gennaio 2008 definisce la Vita Nominale di un opera strutturale VN come il, numero di anni nel quale la struttura, purché soggetta a manutenzione ordinaria, deve poter essere usata per lo scopo al quale è destinata.
Si può quindi concludere che :
-la valutazione della sicurezza è obbligatoria per opere rilevanti e strategiche(O.P.C.M. 3274/2003);
-non sussiste l’obbligo immediato di intervento in caso di l’inadeguatezza di un opera rispetto alle azioni ambientali , ma solo un obbligo di programmazione degli interventi stessi.
In generale sussiste l’obbligatorietà della valutazione nel caso di interventi o comunque nei casi riportati al paragrafo 8.3 delle NTC 2018 (in parte già previsti nelle NTC2008)

notme tecniche per le costruñoru Vigenti al momento della costruzione.
La novità introdotta dalla NTC08 ed evidenziata dalla nota di chiarimenti della Protezione Civile 2010 sta nell’aver collegato la priorità dell’intervento alla vita nominale restante dell’opera, alle disponibilità economiche ed alle esiqenze di utilizzo.
Pertanto, chiunque abbia la responsabilità di un opera soggetta a verifica deve attivarsi per gestire in modo appropriato gli esiti della verifica stessa.
Nel caso di Soggetto Pubblico lo strumento è quello della Pianificazione Triennale (questo potrebbe portare alla effettiva concretizzazione dell’intervento molti anni dopo l’esito della valutazione) , come prescritto sia nella ordinanza 3274/2003 che nella successiva DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010:
Tutto ciò considerato, è naturale che chi ha la responsabilità di un’opera che è stata soggetta a verifica, sia ai sensi dell’ordinanza 3274, sia ai sensi delle NTC08, si attivi per gestire in modo appropriato gli esiti della verifica in questione tenendo conto di quanto riportato nelle norme.
Per quanto riguarda l’OPCM 3274 si è già detto che se il Soggetto responsabile è una Pubblica Amministrazione, deve tener conto dell’esito della verifica in sede di pianificazione triennale ai sensi della legge n. 109 del 11/2/1994 e s.m.i. Ciò significa che l’eventuale intervento potrebbe concretizzarsi a distanza di qualche anno dal momento in cui si è avuta contezza della situazione di rischio.

Se il Soggetto è un privato, comunque obbligato alla verifica (p.es. il proprietar10 dl una scuola privata o di una grande discoteca) egli comunque deve attivarsi in funzione degli esiti della verifica
interagendo con il tecnico che l’ha redatta: qualora emergesse la necessità di un intervento esso dovrebbe essere attivato in un tempo compatibile con le condizioni di rischio riscontrate. In particolare appare ragionevole trarre spunto da alcune esperienze e testi attinenti alla problematica:
E’ appena il caso di ricordare che la valutazione della sicurezza è il primo passo a cui, ai fini dell’inserimento di un opera nella programmazione triennale , deve necessariamente seguire la redazione di un progetto con tutto ciò che ne consegue in termini di tempo ,necessario per espletare le procedure di affidamento e per l’esecuzione della prestazione di progettazione nonchè per l’acquisizione dei necessari pareri , ed in termini di risorse economiche che quasi mai sono disponibili in capo agli Enti Pubblici ed in particolare alle amministrazioni locali.
-IL TEMPO Dl INTERVENTO-
Resta il problema , in caso emergesse la necessità di interventi , di attivare gli stessi in un tempo compatibile con le condizioni di rischio riscontrate.
Come già riportato , la Circolare DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010 evidenziava come l’inserimento di un eventuale intervento nel programma triennale delle OO.PP. avrebbe avuto come conseguenza che l’intervento si sarebbe potuto concretizzare a distanza di qualche anno dal momento in cui si è avuta la situazione di rischio.
Lo scrivente eliminerebbe il condizionale in quanto la condizione finanziaria degli enti locali , la insufficienza dei fondi messi a disposizione da parte dello stato , e le lungaggini dovute all’attuale sistema di affidamento degli appalti sia di progettazione che di esecuzione dei lavori, determinano di per sè una notevole dilatazione dei tempi.
In relazione a tale problematica la DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010 dispone tuttavia di trarre spunto da alcune esperienze precedenti :
l) Dopo i) sisma del 2002 in Molise e Puglia, con il crollo della scuola di S. Giuliano di Puglia e la morte di 27 alunni, si verificò, a seguito di una verifica sismica di una scuola di Bojano (CB), la protesta di genitori degli alunni della predetta scuola, i quali non intendevano consentire ai figli il rientro nell’edificio. In quella occasione la Commissione Grandi Rischi fu chiamata ad esprimersi e concluse che l’indice di rischio poteva essere utilizzato per stabilire il tempo entro il quale dovevano essere presi provvedimenti di messa in sicurezza (chiusura o intervento). In sostanza tale tempo si determinava equiparando la probabilità di accadimento di un terremoto in grado di superare la capacità della struttura nel periodo di tempo in cui la costruzione continuava ad essere utilizzata con la probabilità accettata per una costruzione a norma in un periodo di 50 (o più) anni.

2) Nel recente aggiornamento (Voto del 23 luglio 2010 del Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici) della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2007 per la “valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzionÿ’, il tempo entro il quale attivare l’intervento viene stabilito in termini di vita nominale compatibile con la capacità dell’opera. Infatti, coerentemente con il concetto probabilistico di sicurezza, la struttura può considerarsi sicura nei riguardi di un terremoto con periodo di ritorno più breve rispetto a quello dell’azione sismica di riferimento; la vira nominale, introdotta nelle NTC, rappresenta quindi il parametro attraverso il quale programmare gli interventi di mitigazione del rischio. Inoltre La vita nominale è il periodo nel quale la struttura può essere considerata sicura, nel senso che è in grado di sopportare l’azione sismica che ha una fissata probabilità di occorrenza nel periodo di riferimento ad essa collegato (tenendo conto, attraverso il coefficiente d’uso, della funzione svolta dal manufatto). II committente deve essere consapevole del significato di questa vita nominale (anche in relazione a quella normalmente assunta per gli edifici ordinari), delle sue implicazioni in termini di futuri protocolli di manutenzione e verifica, in particolare, delle future verifiche che dovranno essere nuovamente eseguite entro la scadenza della vita nominale.
3) Un simile approccio è stato adottato dalla Regione Emilia — Romagna. il cui Comitato Tecnico
—Scientifico, presieduto dal prof. Petrini, si è pronunciato come segue nella seduta del 27 luglio 2010: Il CTS: nel caso di inadeguatezza rispetto alle azioni sismiche (e, in generale, rispetto alle azioni naturali, non controllabili dall’uomo), ferme restando le responsabilità, le facoltà decisionali ed i molteplici fattori da considerare nella definizione delle scelte a valle delle verifiche (secondo le indicazioni della citata Circolare ministeriale n. 617/2009), nonché al fine di garantire omogeneità di comportamenti su scala regionale, per evitare atteggiamenti inopportuni (sia per eccessiva che per insufficiente cautela) e per offrire un supporto oggettivo a chi (proprietari, strutture di controllo, etc.) deve prendere o giudicare decisioni, ritiene opportuno chiarire il concetto di “gravità dell’inadeguatezza” commisurata alla “vita nominale restante”, anche in relazione ai diversi livelli di sicurezza ammessi dalla norma per j Onesto concetto rannresenta. allo stato attuale, non soltanto il
le costruzioni esistenti (……). Questo concetto rappresenta, allo stato attuale, non soltanto ti principale elemento di valutazione su cui basare le scelte ma anche il solo a cui si possa conferire un sufficiente grado di oggettività ed il solo a poter effettivamente essere di ausilio nella programmazione di un graduale miglioramento delle condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare esistente. In merito alla gravità dell’inadeguatezza commisurata alla vita nominale restante, si può ipotizzare che la vita nominale restante sia il tempo entro il quale si attiva l’intervento che pone rimedio alla specifica inadeguatezza. A rigore, tale definizione ha senso solo in relazione alla tutela economica della costruzione e non anche della tutela delle persone e/o dei beni da essa ospitati. Tuttavia, essa è la sola che consenta una programmazione degli interventi nel tempo (dando per scontata l’impossibilità di adeguare in tempi rapidi l’intero patrimonio immobiliare) con un fondamento tecnicoscientifico che leghi la programmazione stessa alla gravità delle carenze strutturali. Ciò
premesso e ferma resrando la necessità di considerare anche gli altri elementi di valutazione (tra cui quelli di seguito precisati), si può adottare quale periodo entro il quale attivare il rimedio ad una data inadeguatezza sismica, il tempo TJMT (tempo di intervento) tale per cui:
CU) / TSLV= – ln (1 – 0,1) = 0.105 oppure Cu) / Tsæ= – ln (1 – 0,05) = 0.051 essendo cU il coefficiente d’uso e TSLV (oppure TSLC) il periodo di ritorno dell’azione sismica corrispondente all’attivazione del meccanismo di rottura in esame allo SLV — Stato Limite di salvaguardia della Vita (oppure SLC — Stato Limite di Collasso).
Il CTS ritiene che sia ipotizzabile rinviare a tempi successivi, in occasione di interventi generali e comunque senza la necessità di una immediata programmazione, gli interventi su quegli edifici per i quali TINT risulti maggiore di 30 anni (accettando, con ciò, che una modesta “inadeguatezza ” possa caratterizzare le costruzioni esistenti a tempo indeterminato, anche tenendo conto della convenzionalità delle analisi).
Sul fronte opposto, si intende che nel caso in cui la valutazione della sicurezza evidenzi “particolari elementi di rischio”, i provvedimenti necessari alla riduzione di quest’ultimo a valori accettabili debbano essere adottati nel minor tempo possibile. Oltre ad elementi specifici che il tecnico incaricato potrà individuare, per gli aspetti sismici è ragionevole ritenere (anche sulla base dei risultati delle verifiche finora condotte) “particolari elementi di rischio ” i meccanismi caratterizzati da TINT 2 anni.
E evidente che gli interventi potranno essere anche parziali e/o temporanei, al fine di risolvere le vulnerabilità più importanti ed eseguire in momenti successivi gli interventi più “corposi atti a migliorare/adeguare complessivamente la costruzione e/o parti di essa, nel sopra esplicitato spirito della gravità dell’inadeguatezza commisurata alla vita nominale restante.
Si arriva quindi alla definizione del concetto fondamentale di Tempo di Intervento TINT, funzione del coefficiente d’uSO (Cu) dell’edificio e del periodo di ritorno dell’azione sismica corrispondente all’attivazione del meccanismo di rottura in esame allo SLV o SLC (TSLV o TSLC).
L’esito di una verifica di sicurezza si riassume quindi in questo: per ogni potenziale vulnerabilità (collasso globale, meccanismi locali, elementi non strutturali, ecc…) si andrà a identificare il Tempo di Intervento TINT che diventa il numero di anni per il quale la costruzione può ritenersi sicura nei confronti di quella specifica vulnerabilità.
Non solo.
Se TINT è superiore a 30 anni la PCM ritiene non necessaria una immediata programmazione degli interventi.
Se TINT invece risulta minore o uguale a 2 anni si configura un “particolare elemento di rischio” che implica urgenza di interventi ovvero i provvedimenti necessari alla riduzione di quest’ultimo a valori accettabili devono essere adottati nel minor tempo possibile
E’ implicito che se TINT è nullo (come a volte accade), la verifica non è soddisfatta neppure ai carichi statici ed è obbligatorio intervenire immediatamente.
Si rimarca l’attenzione sulla circostanza che il criterio suggerito dal CTS Della Regione Emilia Romagna del 27/07/2010 evidenzia che il criterio adottato che fissa la vita nominale restante come il tempo entro il quale si attiva l’intervento che pone rimedio all’inadeguatezza abbia un senso solo rispetto alla tutela economica della costruzione e non alla tutela delle persone o dei beni da essa ospitati.

In merito alla gravità dell’inadeguatezza commisurata alla vita nominale restante, si può ipotizzare che la vita nominale restante sia il tempo entro il quale si attiva l’intervento che pone rimedio alla specifica inadeguatezza. A rigore, tale definizione ha senso solo in relazione alla tutela economica della costruzione e non anche della tutela delle persone e/o dei beni da essa ospitati. Tuttavia, essa è la sola che consenta una programmazione degli interventi nel tempo (dando per scontata l’impossibilità di adeguare in tempi rapidi l’intero patrimonio immobiliare) con un fondamento tecnico-scientifico che leghi la programmazione stessa alla gravità delle carenze strutturali.
Ed ancora , come anticipato nella definizione del tempo di intervento ,
Ciò premesso e ferma restando la necessità di considerare anche gli altri elementi di valutazione (tra cui quelli di seguito precisati), si può adottare quale periodo entro il quale attivare il rimedio ad una data inadeguatezza sismica, il tempo TINT (tempo di intervento) tale per cui:
(TINT cc) – ln (l – 0,1 ) = O. 105 oppure CLI) / – ln (l – 0,05) = 0.051 essendo cu il coefficiente d’uso e TSIN (oppure TSLC) il periodo di ritorno dell’azione sismica corrispondente all’attivazione del meccanismo di rottura in esame allo SLV — Stato Limite di salvaguardia della Vita (oppure SLC — Sfato Limite di Collasso).
vi è la necessità di considerare altri elementi di valutazione nella determinazione delle priorità di intervento e nelle relative tempistiche:
Il CTS sottolinea inoltre che nella scelta delle tempistiche e delle priorità di intervento debbano intervenire anche altri fattori, oltre al valore dell’accelerazione di ancoraggio dello spettro che caratterizza la capacità della struttura, quali:
• l’esposizione di vite umane (ad esempio il numero di studenti nel caso delle scuole, il tempo di permanenza);
• le previsioni di utilizzo futuro (es.: ipotesi di prossima cessazione dell’attuale utilizzo);
• il ruolo della specifica struttura (es.: un ospedale di rilevanza regionale rispetto a un ospedale con bacino di utenza solo locale),
• la possibilità di intervenire senza interrompere totalmente la fruizione dell’edificio ovvero la possibilità di disporre facilmente di altro edificio in cui spostare temporaneamente le attività, o le disponibilità economiche, tenendo conto anche del quadro complessivo delle costruzioni di competenza di un medesimo proprietario-gestore o ente preposto alla programmazione di interventi.
Come è facile osservare , quindi , appare evidente come non esista un quadro normativo analitico di riferimento rispetto al quale orientare una specifica decisione in caso di inadeguatezza della costruzione rispetto alle azioni sismiche , nè tantomeno risulta codificato in maniera assoluta quale deve essere il tempo di intervento inteso come il numero di anni per il quale la costruzione può ritenersi sicura nei confronti di quella specifica vulnerabilità.
La stessa circolare pone in evidenza come nella scelta delle tempistiche e delle priorità degli interventi , al di là dell’inserimento dell’intervento nella programmazione triennale di un Ente Pubblico giochino un ruolo fondamentale anche altri fattori quali
IO
• l’esposizione di vite umane (ad esempio il numero di studenti nel caso delle scuole, il tempo di permanenza); le previsioni di utilizzo futuro (es.: ipotesi di prossima cessazione dell’attuale utilizzo); il ruolo della specifica struttura (es.: un ospedale di rilevanza regionale rispetto a un ospedale con bacino di utenza solo locale), la possibilità di intervenire senza interrompere totalmente la fruizione dell’edificio ovvero la possibilità di disporre facilmente di altro edificio in cui spostare temporaneamente le attività, le disponibilità economiche, tenendo conto anche del quadro complessivo delle costruzioni di competenza di un medesimo proprietario-gestore o ente preposto alla programmazione di interventi.
Tali elementi portano sicuramente a definire che il dato relativo alla inadeguatezza è sicuramente l’elemento per il quale attivare una programmazione di interventi , rispetto ai quali si devono però tenere in conto altri elementi di natura non tecnica ma evidentemente di opportunità ,economicità , strategicità ed importanza dell’opera.
Tali valutazioni devono portare , ove possibile a scongiurare provvedimenti di chiusura di edifici che possano comportare gravi disagi sociali.
Conclude infatti la DPC/SISM/0083283 del 4 novembre 2010(all.to
Il quadro di informazioni illustrato consente ai Soggetti obbligati all’esecuzione delle verifiche sismiche di cui ai comma 3 dell’articolo 2 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3274 del 20 marzo 2003 di gestire i risultati delle verifiche dette attivando gli interventi relativi in tempi collegati al livello di rischio accertato, ed evitando, ove possibile, provvedimenti di chiusura di edifici che comportino gravi disagi sociali. Si pregano le Amministrazioni in indirizzo di dare massima diffusione ai contenuti della presente comunicazione.
1 RISULTATI OTTENUTI PER GLI EDIFICI SOGGETTI A VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA
Fatta questa doverosa premessa ,che tiene conto esclusivamente del dettato normativo tecnico vigente , nel quadro sintetico in allegato si illustra il risultato delle valutazioni della sicurezza operate sugli edifici scolastici di proprietà comunale

ESITO NOTE
SCUOLA TECNICO prot. consegna FIN. COF. STATO CARICHI

VERTICAL

AZIONI

SISMICH E

INDICE

Dl

RISCHIO

TEMPO Dl INTERVENT 0<2 ANNI

INTERVENTI

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INFANZIA

BNAA86103C–PRIMARIA

BNEE86103N-

-SEC.I

BNMM86101E

COVINO FRANCESCOprot. 112769 del

21/12/2018

MIU TERN ESEGUIT SI NO 0,53 3,3 ANNI La struttura è stata suddivisa in 2 corpi –

I giunti sismici sono insufficienti- Per tutti i corpi è stato determinato un indice di rischio

MEDIO con tempo di intervento MEDIO superiore a tre anni INTERVENTI Al FINI

DELL’ADEGUAMENT

O SISMICO

MAZZINI.

INFANZIA

BNEE86102L —PRIMARIA

BNEE86102L–BNlC86100D

SEC. IC

PASCOLI

ING. FRANCO PACELLIprot. 112023

del

19/12/2018

MIU R TERN A NO 0,45 3.00 SI DISPONE LA

CHIUSURA DELLA

PALESTRA CON

INTERVENTO Dl

ADEGUAMENTO

SISMICO IN QUANTO

NON RISPETTOSA

DEI CARICHI

VERTICALI – SI

PREVEDE

INTERVENTO Dl

MIGLIORAMENTO

SISMICO SIA PER LA

PALESTRA CHE PER

IL CORPO AULE

ESEGUIT

A

SAN FILIPPO

IN VIA

PORT’ARSA –

INFANZIA SAN

FILIPPO

BNAA85801 E

– PRIMARIA

SAN FILIPPO

BNEE85802R

ING.

STEFANO MUCCIOprot. 85063 del

01/10/2018

MIU TERN SI NO 0,18-0,3 < 2 ANNI La struttura è stata suddivisa in 8 corpi –

I giunti sismici sono insufficienti- Per tutti i corpi è stato determinato un indice di rischio molto basso con tempo di intervento di molto infriore a tre anni -INTERVENTI

URGENTI Al FINI

DELL’ADEGUAMENT

O SISMICO

ESEGUIT
BOSCO

LUCARELLI BNlC84400Q IC G.B.

LUCARELLI

BNMM84401R

SEC.I -GB

LUCARELLI

ING.

VINCENZO ESPOSITO prot.112391 del

20/12/2018

MIU R TERN A NO 0,180,02 < 2 ANNI SI DISPONE LA

CHIUSURA CON

INTERVENTO Dl

ADEGUAMENTO

SISMICO IN QUANTO

NON RISPEITOSA

DEI CARICHI

VERTICALI

ESEGUIT

A

5 PEZZAPIANA

INFANZIA BNAA84304X –PEZZAPIANA

PRIMARIA

BNEE843045

TERN IN

CORSO

 

6 CRETAROSSA INFANZIA

BNAA86001E

ING.

FRANCESCO

BOZZI

TERN

A

IN

CORSO

7 PACEVECCHIA INFANZIA

BNAA84502D—VIA RICCI

PRIMARIA

BNEE84501N

ING.

FRANCESCO

CARDONE

TERN IN

CORSO

8 MOSCATI VIA

NUZZOLO IC MOSCATI

SECI MOSCATI

BNMM843011

ARCH.

ANTONIO

PALMIERI

TERN IN

CORSO

FEDERICO

TORRE—-

BNlC84500G

IC

BNMM84501L

SEC.I

ING.

VINCENZO NESTICO’ prot. 97143 del

07/11/2018

TERN ESEGUIT
1 INFANZIA

FERROVIA

BNAA84301R

ING. IGNAZIO ZERRILLO TERN A IN

CORSO

1

1

PRIMARIA VIA

NUZZOLO

BNEE843012

RENATO LISI TERN IN

CORSO

PRIMARIA VIA

SALA –

BNEE84S04R

ING.

ROBERTO

IANNELLA prot. 91483 del

19/10/2018

TERN A ESEGUIT

A

1

3

EPITAFFIO-INFANZIA

EPITAFFIO

BNAA84404Q—PRIMARIA

ORSINI

BNEE844041

ING. PAOLO PARRELLA TERN A IN

CORSO

1

4

PIETA’ –

INFANZIA

BNAA85802G—PRIMARIA

BNEE8S803T

ARCH.

FRANCESCO MARCHESE

IN

CORSO

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