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“Fuori dal Coro”: è stata malasanità il caso della bambina affetta da tubercolosi

21/06/2012
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L’Associazione “Fuori dal coro”  precisa: “Non è stata “maleducazione sanitaria”, bensì un esempio chiaro di “malasanità”.

Azienda Ospedaliera G.Rummo Benevento

Si era convinti che, dopo la seguitissima conferenza stampa tenuta presso la sede di questa associazione dalla mamma della piccola affetta da tubercolosi, oggi fortunatamente guarita, in cui tutta la dolorosa vicenda è emersa nella sua crudezza, che, almeno per il momento, un velo di silenzio, opportuno e doveroso, fosse sceso sull’accaduto. Invece, si è costretti a constatare che si continua ancora a parlare con un susseguirsi di comunicati, intrisi di suoni e di vento, mache, così come è consuetudine nel nostro Paese, non portano ad alcunchè di concreto.

Tutta la triste vicenda è gravissima ed in ogni modo si sta cercando di sviare il vero problema di fondo, con la speranza che, come sempre, i colpevoli non paghino. Anzi, si sta tentando, per fortuna non riuscendoci, di invertire le colpe. Ma si può essere certi che alcuno ci riuscirà, malgrado i maldestri tentativi messi in atto.
Al posto dei comunicati, avremmo preferito fatti concreti al fine che episodi del genere non abbiano più a verificarsi. Invece, niente.

Si è parlato, ad esempio, di sospensione di qualcuno, ma anche, su questo versante, sembra che, poi, Boccalone abbia preferito il silenzio. E tutto sarebbe stato circoscritto se, proprio il Direttore dell’A.O. “Rummo” fosse stato più prudente evitando, all’inizio, di parlare solo di “maleducazione sanitaria”. No, non è stata “maleducazione sanitaria”, bensì un esempio chiaro di “malasanità”. E’ meglio, poi, dimenticare la conferenza stampa di quest’ultimo in cui, per sviare il vero problema, furono poste in campo argomentazioni che nulla avevano da spartire con quanto si verificò la mattina del 10 aprile. Da lui partì l’invettiva contro mia
moglie, la donna più pacifica di questo mondo. Nulla è stato dimenticato. Lo ricordi Boccalone.

Evitando di essere prolissi, mentre si cerca, con appigli legali, di non rispettare neanche l’articolo 241 che prevede l’accesso agli atti, si può essere convinti che l’accesso vi sarà. Dopo l’iniziale denuncia presentata in Procura il 26 aprile scorso, stanno partendo, in questi giorni, le denunce ben circostanziate nei confronti degli attori principali di questa tragica vicenda. E sarà l’A.G. a richiedere quegli atti.

Pochi sanno, ad esempio, che, proprio tra i due primari dei reparti di pneumologia e pediatria fu sottoscritto, tempo fa, un protocollo d’intesa che prevedeva la gestione di casi del genere. Quest’ultimo fu redatto solo per diletto? E che dire del tanto invocato triage? Il primario di medicina d’urgenza, nel pronto soccorso, invitò i familiari della bambina a farlo presso la pediatria. Qui,poi, furono rifiutati. E l’Ordine dei Medici, anche per il caso della Dott.ssa Palmieri, mia moglie per la precisione, coperta, gratuitamente, da invettive da parte di Del Donno, sta studiando. Non credo che, almeno per il coinvolgimento inopportuno di
quest’ultima, siano necessari studi approfonditi. L’articolo di Del Donno è un inno alla diffamazione aggravata. Ed anche questo bisogna inghiottire?

Si può essere convinti che tutta la vicenda non finisce qui. Un solo rammarico prende. Se ci si fosse trovati a Napoli, con l’ausilio del nucleo investigativo dei Carabinieri di Caserta, come fu per l’Asl nel 2009, si sarebbe già in piena fase istruttoria. Qui, dobbiamo solo attendere. E chi scrive sa attendere. Senza fermarsi. Nè dimenticare.

Il Presidente
Dr. Giuseppe De Lorenzo
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