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Pietrelcina. Grande attesa per l’arrivo del Venerato Quadro della Madonna di Pompei e della rosa prodigiosa donata da Padre Pio nel 1968.

07/11/2018
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Nel paese del Gargano l’importante evento di fede dal 16 al 25 novembre 2018. Grande attesa ed entusiasmo nel paese natale del frate stigmatizzato. Si spera anche nella permanenza del Venerato Quadro nella cittadina sannita.

di Lino Santillo

Il Venerato quadro della Madonna del Rosario di Pompei sarà presente a San Giovanni Rotondo dal 16 al 25 novembre 2018 nel santuario Santa Maria delle Grazie. Una gioia indescrivibile per tutti i fedeli e devoti di Padre Pio. In particolare, a Pietrelcina, paese natale del frate stigmatizzato sono in tanti a gioire per tale portentoso evento di fede. Vi è grande entusiasmo tra la collettività, per cui si prevede un esodo di massa sia con autovetture, treni, come pure nell’organizzare pullman nel corso dei dieci giorni di permanenza del Venerato Quadro della Madonna del Rosario di Pompei nel paese del gargano. Intanto, da parte di molti cittadini pietrelcinesi vi è la proposta davvero sacrosanta, per far arrivare e quindi far rimanere a Pietrelcina per qualche giorno il Venerato Quadro della Madonna di Pompei. Ovviamente, sperare non costa nulla.

Per cui, l’entusiasmo è alle stelle. Nel corso della settimana di permanenza a San Giovanni Rotondo oltre al Venerato Quadro ci sarà anche la rosa prodigiosa donata da Padre Pio il 19 settembre 1968, alcuni giorni prima di lasciare questa terra e precisamente il 23 settembre 1968. Con tale portentoso evento la “peregrinatio Mariae” concluderà le celebrazioni giubilari del primo centenario della stimmatizzazione di San Pio e del cinquantesimo del suo beato transito. Ricordiamo che, Padre Pio fu devotissimo della Madonna di Pompei ed ebbe una particolare predilezione per la novena composta dal beato Bartolo Longo.

All’inizio del suo diario, scritto nei mesi di luglio-agosto 1929, c’è un elenco di devozioni particolari, che il Beato Padre praticava ogni giorno: “Non meno di 4 ore di meditazione, e queste d’ordinario su la vita di nostro Signore: nascita, passione e morte. Novene: alla Madonna di Pompei, a san Giuseppe, a san Michele Arcangelo, a sant’Antonio, al padre san Francesco, al sacratissimo Cuore di Gesù, a santa Rita, a santa Teresa di Gesù. Giornalmente non meno di cinque rosari per intiero» (Epist. IV, 1022). Parliamo delle novene alla Madonna di Pompei.

Padre Pio visitò quel celebre santuario mariano almeno tre volte: nel 1901, quando da ragazzo vi andò con alcuni compagni di scuola; nel novembre 1911, accompagnato dal padre Evangelista, superiore del convento di Venafro; il 3 gennaio 1917, in una licenza dalla vita militare (Epist. I, 853). Fu certamente in quelle visite che iniziò in lui la devozione alla Vergine del Rosario, venerata nel santuario di Pompei. “Alla Madonna di Pompei – come dichiarato da fr. Gerardo Di Flumeri – Padre Pio si rivolse con in-cessanti preghiere e novene principalmente per ottenere tre grazie: la liberazione dal servizio mi-litare, la grazia di ritornare in convento, la presta uscita dall’esilio terreno, cioè la morte. La bella Vergine di Pompei gli concesse la prima e la seconda grazia, ma – fortunati noi – non lo ascoltò per la terza.

Il 24 gennaio 1915 confidava al padre Benedetto: “Iddio e la carissima Madre mia di Pompei, a cui le novene si sono succedute alle novene, oramai sono oltre tre anni, sanno che cosa ho fatto per essere esaudito da una sì dura prova. Essi soli comprendono e sono testimoni del dolore che mi stringe e che mi opprime il cuore” (Epist. I, 521). La grazia richiesta era quella del ritorno in convento. Alla vigilia della partenza per il servizio militare, supplicava padre Agostino: “Vengo a chiedervi, o padre, un favore: questo sarebbe mi usaste la carità di incominciare al più presto le tre novene alla Vergine di Pompei con la recita giornaliera, durante questo periodo, dell’intiero rosario” (Epist. I, 693). Cosa che padre Agostino cominciò subito a fare la vigilia dell’Immacolata del 1915 (Epist. I, 698). Pure alle figlie spirituali chiedeva la recita delle tre novene alla Madonna di Pompei.

Qualche esempio soltanto: a Raffaelina Cerase, il 19 maggio 1914: “Ve ne serberei perpetua riconoscenza se alle preghiere aggiungeste le tre novene alla Vergine santissima del Rosario di Pompei con le comunioni che fareste in questo frattempo” (Epist. II, 94, 193). Ad Annita Rodote, il 10 giugno 1915: “Desidero che mi raccomandiate al Signore, facendo le novene alla Vergine di Pompei, nella cui protezione confido e spero” (Epist. III, 81). Così pure a Francesca di Foggia, il 30 ottobre 1915 (Epist. III, 150); ad Antonietta Vona, l’ l1 dicembre 1918 (Epist. III, 880); ad Elena Bandini, il 19 agosto 1922 (Epist. III, 1072). Intorno all’anno 1960, il Beato Padre fece una confidenza a un suo confratello: “Ho recitato per 35 anni la novena alla Madonna di Pompei, chiedendole la grazia che mi portasse con sé in paradiso. Ma poi ho smesso”.

Il confratello ne fu meravigliato e gli disse: “Ma come, Padre! Proprio Lei che ama tanto la Madonna di Pompei, ha smesso di pregarla?”. “Figlio mio, rispose Padre Pio. Ho chiesto alla Madonna la grazia di farmi morire, ma non mi ha ascoltato. E quando è una mamma che non ti ascolta, non c’è più niente da fare”. Dobbiamo ringraziare la Madonna che non lo ha ascoltato. Pochi giorni prima di morire, Padre Pio compì un gesto delicatissimo verso la Madonna di Pompei. Il 19 settembre 1968, – termina padre Gerardo Di Flumeri – gli fu presentato un mazzo di rose, a ricordo dei suoi cinquant’anni di stimmate.

Con la sua mano piagata egli estrasse dal mazzo una rosa e l’affidò ad un suo figlio spirituale diretto a Napoli, affinché la deponesse dinanzi all’immagine della Madonna del Rosario di Pompei. In tal modo egli intendeva ringraziare la Mamma celeste, che finalmente gli faceva la grazia della morte, chiesta incessantemente per 35 anni con la recita della novena alla Madonna di Pompei”.

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