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Appello al Sindaco di Ponte, ai colleghi Consiglieri di maggioranza e a tutti i Cittadini di Ponte

28/10/2018
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A scrivere Achille Antonaci, Pietro Stefanicci, Domenico Scrocco di Gruppo Consiliare al Comune di Ponte.

 

“Caro Marco, ci auguriamo che la strada intrapresa non sia a senso unico e che non utilizzerai nella tua rivoluzione modelli populisti sempre più diffusi nella politica moderna. Speriamo anche che la tua attività amministrativa non ci porti a brevissimo in una condizione da predissesto finanziario, proprio come avevamo anticipato nel primo Consiglio Comunale.

Cari colleghi consiglieri, vi esortiamo a non lasciarvi condizionare dalle direttive di consulenti professionali che non hanno amore per la nostra città, che consigliano il Sindaco più di voi, che senza un serio e democratico confronto indirizzano le scelte amministrative. Non lasciatevi condizionare da chi, con la sua storia, non ha nulla da insegnarci. Dopo quattro mesi non ancora conosciamo la vostra idea per Ponte, i vostri obiettivi e le azioni che volete mettere in atto per la promessa “rivoluzione”, tanto attesa da molti dei vostri sostenitori, oggi siamo nuovamente a sollecitare una risposta nell’interesse di tutti.

Il Gruppo Consiliare PONTE FUTURO, che stà per promuovere la costituzione dell’omonima Associazione di promozione sociale, ribadisce anche in questa occasione il suo fondamentale obiettivo: contribuire a tenere viva l’attenzione sul possibile sviluppo di Ponte.

Gentili concittadini gli argomenti su cui vogliamo confrontarci sono tanti, importanti, ma con priorità diverse. Sarà per questo che non ci lasciamo distrarre dagli alberi capitozzati o dal maldestro tentativo di rimettere in piedi il Forum Giovani, senza il rispetto delle norme e regole. Il nostro sguardo è rivolto al PUC, piano urbanistico comunale, che in un assordante silenzio sta prendendo vita, questo sì ci preoccupa. Non possiamo dimenticare i terribili giorni dell’alluvione del 2015 che hanno sconvolto le nostre vite quotidiane e soprattutto la nostra terra. Memori di questo ricordiamo ai nuovi amministratori di maggioranza che non possiamo disgiungere il fenomeno del dissesto idrogeologico da quello della facile gestione urbanistica, farlo vorrebbe dire piegare, ancora una volta, l’interesse generale della collettività a quello di pochi. È su questo punto che la rivoluzione potrebbe mostrarsi in tutta la sua strabordante forza. Ad oggi mostrate un comportamento diverso, tanto da poter affermare che si sta avendo una involuzione più che una rivoluzione.

Sapete tutti che ci ha preoccupato la gestione delle strutture scolastiche, siamo però onorati di aver contribuito alla migliore sistemazione dei due plessi. Con le nostre considerazioni, vi abbiamo spinti a valutare alcuni elementi, che probabilmente vi erano sfuggiti, così come sicuramente vi è sfuggito pensare agli studenti portatori di handicap, anche se su questo tema avete costruito un’intera campagna elettorale.

Ci preoccupano le condizioni in cui versa la strada provinciale che è stata oggetto di importanti lavori per la nuova fognatura, un mix di incompetenza progettuale e disprezzo per il buon gusto. Quando prendete provvedimenti per le realizzate cunette modello anni 50 e gli imperiali tombini installati nelle proprietà adiacenti la strada in bella vista. Ci preoccupa, altresì, il ponte sull’Alenta che dopo il ripristino, oltre a generare un impatto ambientale grave, con le sue futuristiche barriere in corten, l’opera, costata molto, darà seri problemi di fruibilità appena sarà rimessa in funzione.

Cari colleghi e caro Sindaco anche il dialogo sulla questione Sprar è stato fin qui fine a se stesso, in perfetta continuità con i toni della passata gestione della casa comunale. Lo Sprar poteva essere un’occasione per il nostro territorio non solo per una corretta integrazione dei migranti nel tessuto sociale, ma anche una leva occupazionale per alcuni dei nostri giovani che erano stati selezionati per ricoprire ruoli all’interno del progetto. D’altronde basta dare uno sguardo a qualche comune della provincia per rendersi conto che questo modello funziona, ma bisognava essere capaci di cogliere un’opportunità, laddove i più vedevano solo un problema. Speriamo almeno che il Comune sia pronto a fronteggiare le potenziali conseguenze legali del caso, il cui costo ovviamente graverà ancora una volta sulle tasche dei contribuenti.

Sappiate pure che non ci è sfuggito che al fianco dell’impegno di voi amministratori di maggioranza, democraticamente eletti, ci siano altri amici che rivestono ruoli inopportuni, fanno attività probabilmente volontaria, entrando in contatto con dati sensibili ed interessandosi di problematiche tecnico legali, certamente non di loro competenza, portando altresì all’esterno della Casa Comunale notizie e dati sensibili di tanti cittadini. Questa situazione ci preoccupa, tanto da aver già evidenziato al Sindaco la inopportunità di tali contributo, almeno in questa forma, avvisandolo direttamente poche settimane dopo le elezioni. Non vorremmo giungere a sollecitarvi la pronta adozione del GDPR, Regolamento Generale Protezione Dati Personali, secondo la nuova normativa da poco in vigore e molto stringente sulla materia.
Siamo comunque a conoscenza del valore dei volontari come valido contributo per lo sviluppo del proprio territorio, ma entro ruoli e attività non in contrasto con l’interesse pubblico.

Ponte è ferma con le quattro frecce lampeggianti, si ritrova isolata dal resto del mondo, è fuori dalle relazioni con le Ferrovie dello Stato, salvo un vostro primo incontro. Siamo fuori, mardo il vino sia la chiave di volta della nostra economia, dai cinque paesi promotori del progetto “Capitale Europea del Vino”. Siamo fuori dai progetti Regionali appena approvati. Si fuori dall’elenco dei comuni dove funziona la fibra.
Proprio sull’imminente interessamento del nostro territorio dalla costruenda nuova ferrovia i nostri volontari hanno sviluppato un’interessante proposta che parzialmente ci rimette al centro della possibile evoluzione. Nei prossimi giorni la renderemo pubblica.

Certamente molte delle responsabilità sono da attribuire all’ex Sindaco, del quale avete forse goduto dei consensi e speriamo non ne prendiate l’esempio. Non sarà un caso se a metà percorso amministrativo noi Consiglieri di Ponte Futuro abbiamo interrotto il mandato di questo signore, con le nostre dimissioni.

La campagna elettorale ormai è finita da un pò, e sebbene i resoconti e i proclami sui giornali servono a tener vivo quel clima, è auspicabile che questi corrispondano alla realtà dei fatti, perché oggi non siete più la voce della protesta, ma il governo del nostro paese, che ha sete di non restare indietro, almeno rispetto alle comunità circostanti. È giusto che durante la campagna elettorale l’agenda la detti un professionista della comunicazione, ma quando si è il primo cittadino funziona diversamente: l’Amministrazione detta l’agenda da seguire, la minoranza vigila e tutela sull’operato per il bene dei propri cittadini e il personale tecnico amministrativo cerca di attuare gli obiettivi che l’amministrazione si è prefissa. La comunicazione è importante, ma è solo uno strumento, la vera sfida è quello che volete comunicare.

Vi esortiamo nuovamente a dare un segnale di discontinuità con il vecchio modo di fare, andate alla sostanza del problema, fateci sapere cosa volete fare di Ponte, altrimenti continueremo una strada a senso unico, senza alcuna speranza. Noi offriamo collaborazione, ma non vediamo altrettanta disponibilità, tante belle parole, ma fatti a vantaggio dei cittadini, niente.”

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