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Gepos partecipa al secondo Congresso Nazionale di Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna.

21/09/2018
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Curare sempre meglio le donne: la Gepos di Telese impegnata a Milano.


La Casa di Cura Gepos, di Telese Terme, ha preso parte al secondo Congresso Nazionale di Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, quale struttura premiata con due Bollini Rosa (ospedali italiani “vicini alle donne” che offrono percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili di maggior livello clinico ed epidemiologico, ndr).
La Gepos, con il suo chirurgo ginecologo, la dottoressa Stefania Ferrari, è stata impegnata nell’approfondimento: “La salute che cambia: prevenzione, stili di vita, fragilità”, simposio che si è svolto nelle sale dell’Hotel Michelangelo di Milano.
Il Congresso ha affrontato le problematiche più impattanti legati alla salute sessuale, cardiometabolica, mentale e oncologica nell’ottica della medicina di genere, quella che studia le differenze nella genesi, nell’evoluzione e nella cura delle patologie a seconda che colpiscano un uomo o una donna .
La Clinica del Gruppo De Vizia Sanità , d’altronde, con la dottoressa Ferrari, sta implementando l’attenzione verso la Ginecologia in genere e la Ginecologia oncologica in particolare.
Dopo il benvenuto del Presidente Onda, Francesca Merzagora, e di Alberto Costa, della European School of Oncology, è stata Arianna Censi, vicesindaca della città metropolitana di Milano a regalare l’intervento più incisivo: “Le donne devono essere, in tale periodo storico, particolarmente accorte. Qual è la differenza delle giovani donne con le generazioni appena passate? È che queste ultime hanno costruito la propria libertà. Noi abbiamo guadato percorsi di civiltà, perché il riconoscimento degli altri passa attraverso la erezione di diritti dove non ci sono, di creazione di libertà. L’errore che è in agguato? Il credere che tali diritti conquistati, sì duramente, siano certi. Non è così”.
Pure Pierfrancesco Maiorino, assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano si è soffermato su come sia necessario evitare di dare per scontati i passi in avanti fatti nel tutelare la salute femminile: “Dobbiamo implementare i luoghi, come i consultori, le porte a cui poter bussare, in cui essere accolte da operatori e operatrici qualificati. La trasformazione sociale in atto deve portare a promozione di maggiore benessere psicofisico di tutte e di tutti”.
È stata poi Daria Colombo, delegata alle Pari Opportunità di Genere, del Comune di Milano, a tratteggiare una personale idea di felicità femminile: condizione economica dignitosa che non implica ricchezza, salute accettabile, una salute stabile.
“Ma è la politica – ha detto la Colombo- a dover garantire una sussistenza dignitosa delle politiche sanitarie”.
Pure Roberta Chersevani, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Gorizia, si è interrogata su come dovremmo definire la salute: “Completo benessere fisico, psichico, mentale? È questa la felicità? Viviamo di più, dobbiamo mettere in conto cronicità e fragilità. Allora cambiamola questa definizione. Prendendo lo spunto da un articolo scientifico del 2011 possiamo affermare che la salute è la capacità di adattarsi e in qualche modo sostenersi”.
Apprezzatissimi gli interventi di Giovanni Biggio, Professore emerito in Neuropsicofarmacologia dell’Università degli Studi di Cagliari, Istituto Neuroscienze, CNR e di Alessandra Graziottin dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano e presidente della Fondazione Graziottin per la cura del dolore nella donna.
La donna e la salute, come binomio che la clinica Gepos continua a coltivare in ogni suo campo di azione.

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