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Sabrina Ricciardi interviene sulle vicende che riguardano il nuovo Piano Ospedaliero

13/09/2018
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Dall’intervento di Ricciardi,  De Luca ed i suoi sostenitori ne escono con le ossa rotte. La senatrice pentastellata usa la clava e bastona il Governatore accusato di aver fatto una precisa scelta di depotenziamento della macroarea Avellino-Benevento nel mentre la “sua” Salerno beneficerà di un notevole incremento di posti.

Scrive Ricciardi.”Sulla questione del Pronto Soccorso a Sant’Agata l’unico modo che ha De Luca per dimostrare che il suo non è un malcelato tentativo di distorcere la realtà è quello di indurre Pizzuti a modificare l’atto aziendale. Per fortuna molti sindaci che hanno partecipato all’assemblea di ieri lo hanno capito e si sono posti una serie di opportuni interrogativi. A far fede è soltanto quanto sottoscritto dal direttore generale nella documentazione ufficiale, dove, perlomeno fino ad oggi, si parla espressamente di “Punto di Primo Intervento”. E difatti l’ultima nota del dg riferisce di “trasporti secondari di pazienti da organizzare presso i presidi di Pronto Soccorso più vicini”. Se non si fa prima chiarezza sotto quest’aspetto, sostenere che il “Sant’Alfonso avrà un Pronto Soccorso attivo H24” equivale a non raccontare la verità. C’è una sostanziale differenza tra prendere un impegno e agire. E non si può tollerare che De Luca accusi di procurato allarme la gente che ha deciso spontaneamente di scendere in strada per manifestare in maniera civile il proprio dissenso. Il governatore deve capire che problema non sta nel garantire o meno l’assistenza h24, ma nella tipologia e nelle modalità di attuazione del servizio. Il Punto di Primo Intervento è tenuto ad assicurare la presenza di un medico, due infermieri ed un OSS dalle 8 alle 20 con servizio di laboratorio e radiologia attivo. Per il notturno è previsto invece un infermiere senza medico (dovrebbe esserci una guardia dipartimentale), laboratorio e radiologia con reperibilità. Non basta garantire assistenza, le perplessità sono relative all’esiguità del personale, alla specificità dello stesso, ai tempi e ai modi con cui verranno erogati i servizi. Inoltre per Sant’Agata il Piano Ospedaliero prevede l’eliminazione delle strutture di Ortopedia e Cardiologia: anche a causa di questa discutibile scelta sarà complicato istituire un presidio di Pronto Soccorso che non sia attrezzato per traumi e problemi cardiovascolari. Alla luce di tutto ciò, rabbrividisce ascoltare o leggere le dichiarazioni del governatore, secondo cui la Regione Campania ha compiuto “un miracolo” a difesa della sanità del Sannio. Sembra quasi che i beneventani debbano erigergli una statua d’oro per la sua benevolenza. Siamo quasi al paradosso se consideriamo che il Piano Ospedaliero varato dalla Regione Campania stabilisce, numeri alla mano, un taglio di 187 posti letto nei confronti della macroarea Benevento-Avellino (da 2961 a 2790) mentre De Luca parla di 286 posti letto in più nella sola provincia di Benevento. La verità è che rispetto ai già approvati atti aziendali del 2016, solo la città capoluogo perderà 66 posti letto (da 468 a 402). In questi 402 peraltro, sono inclusi i 18 posti letto del Servizio Psichiatrico Asl e quindi il Rummo avrà soltanto 384 posti letto dai quali vanno pure decurtati i 24 di riabilitazione e lungodegenza che portano gli effettivi posti letto ad appena 360. Inoltre il Presidio di Sant’Agata dei Goti, acquisisce 48 posti letto solo sulla carta (per un totale di 142), perché dovendo garantire 50 posti letto riservati a lungodegenza e riabilitazione alla stregua di una casa di riposo, verrà ricondotto a 92 posti letto effettivi. Verba volant, scripta manent: il governatore piuttosto che snocciolare numeri che non corrispondono a quelli contenuti nel Piano Ospedaliero varato dalla Regione e confondere le idee sul Pronto Soccorso a Sant’Agata, farebbe bene ad ammettere che è stata fatta una precisa scelta politica nel sancire il depotenziamento della macroarea Benevento-Avellino con relativa riduzione degli investimenti, a vantaggio di altre aree, come ad esempio la “sua” Salerno che beneficerà un sensibile incremento di posti letto (oltre 250)”.

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