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Pesco Sannita.”Cielo da vedere e terra da camminare”: questa sera la presentazione del libro di Mario D’Agostino

La presentazione stasera alle 20,30 nello splendido scenario della Villa Comunale. Gentile: “è un romanzo storico che narra le vicende di una famiglia contadina del Sud”

di Lino Santillo

In questo periodo estivo tantissime le manifestazioni culturali, sportive, enogastronomiche, teatrali, musicali, tradizioni e religiose che si tengono nella ridente cittadina del pre-Fortore. Vi è un interesse crescente e di grande connotazione culturale che fanno di Pesco Sannita un esempio, ma anche un polo di attrazione per tantissimi turisti e amanti del sapere. A tal proposito, questa sera nell’ambito delle varie rassegne culturali vi è un’altra “perla letteraria” di alto profilo storico, narrativo e di insegnamento per tantissimi ragazzi, giovani e per ogni fascia d’età. Il 17 agosto nello splendido scenario della villa comunale a partire dalle ore 20,30 è previsto un particolare appuntamento letterario con la presentazione del libro a firma del prof. Mario D’Agostino dal titolo “Cielo da vedere e terra da camminare”, finito di stampare nel mese di luglio 2018 da PressUp s.r.l. – Settevene in provincia di Viterbo, per conto di Ideas Edizioni – Benevento. Il tutto, organizzato dall’amministrazione comunale presieduta da Antonio Michele in stretta collaborazione con l’associazione Pesclum. Ovviamente, la serata è stata fortemente voluta dal vice sindaco nonchè assessore alla Cultura e Turismo, politiche sociali, edilizia e urbanistica il dott. Nicola Gentile. E’ un romanzo storico di alto profilo letterario e narrativo che descrive e riporta alla luce le vicende di una famiglia contadina del Sud, proprio del circondario pescolano, ambientate tra la fine del secondo conflitto bellico e gli inizi del terzo milennio. L’autore nel narrare con dovizia di particolari ogni scena e azione dei vari componenti della famiglia di Francesco Cardone per tutti “zì Ciccio” proprietario terriero e intestatario della masseria del Monaco, coniugato con la signora Carmela e padre di quattro figli: Basilio, Saverio, Pietro e Norina, riporta alla luce le azioni e il desiderio smodato proprio di zì Ciccio di accumulare sempre più denaro e ampliare i suoi tomoli di terra fino ad essere un grande latifondista con alterne fortune, in particolare per le situazioni legate ai figli, nuore e nipoti. L’autore delinea e traccia ogni profilo dei protagonisti da vero narratore in questo romanzo storico, dove si intravedono in filigrana tutti i principali rivolgimenti politici e socio-economici dell’epoca presa in esame. Un periodo quello del dopoguerra inerente il secondo conflitto bellico fino agli anni ’80. Un periodo di ricostruzione non solo delle città, dei paesi, ma anche con tantissimi problemi legati al lavoro, all’agricoltura e in particolare all’insediamento delle industrie. Ovviamente, l’autore Mario D’Agostino un vero e autentico ricercatore dei fatti storici, non nuovo a tali problematiche per avere prodotto una serie di libri legati a Pesco Sannita e non solamente, intende precisare che i luoghi descritti, e nemmeno quelli in maniera sempre puntuale, corrispondono al vero. La storia raccontata, invece, è di pura invenzione. Ogni riferimento a persone o a fatti reali, perciò, deve ritenersi meramente casuale. Una cosa è certa che molti avvenimenti storici o episodi trattati sono sotto gli occhi di tutti, quali: il latifondismo, le masserie, il terremoto del 1962 e del 1980, la meccanizzazione dall’aratro ai trattori, le mietitrebbie, l’aratura, la raccolta del grano e tabacco,. le case e gli edifici storici e di culto a Pesco Sannita, dove tutto ruota intorno alla figura poledrica e non certamente facile e da gestire di zì Ciccio. Sappiamo bene che Mario D’Agostino si è immedesimato nei personaggi e li ha ritratti con dovizia di particolari, da essere prima narratore, poi man mano sociologo, psicologo, pedagogista e anche antropologo. Meriti che il lettore saprà attribuirgli e riconoscergli con tutta serenità e pacatezza dopo averne dovorato il libro. Sappiamo tutti che il romanzo storico è un’opera narrativa ambientata in un’epoca passata, della quale ricostruisce le atmosfere, gli usi, i costumi, la mentalità e la vita in generale, così da farli rivivere al lettore. Un romanzo si definisce storico quando è ambientato in un’epoca storica e intende trasmetterne lo spirito, i comportamenti e le condizioni sociali attraverso dettagli realistici e con un’aderenza ai fatti documentati. Può contenere personaggi realmente esistiti, oppure una mescolanza di personaggi storici e di invenzione.
Per essere ritenuto storico, un romanzo deve essere stato scritto almeno cinquanta anni dopo gli eventi descritti. Dal momento che presenta una parte di invenzione e una parte di realtà storica, quello del romanzo storico è un genere ibrido, se non costituisce addirittura un ossimoro letterario: figura retorica che deriva dal greco, oxýmoron (che a sua volta è il composto delle parole oxýs, “acuto” e morós, “stolto, folle”) e che consiste nell’unire due concetti di significato opposto, con un effetto di paradosso. Statuto del genere si basa su una sorta di promessa implicita da parte dello scrittore: quella di limitare la propria libertà inventiva, sottoponendola al vincolo della verità storica. Il lettore sa di non trovarsi davanti a un trattato di storiografia, eppure non mancherà di chiedersi quanta parte di verità ci sia nei fatti narrati; per fruire dell’opera, dovrà scegliere di fidarsi della voce del suo autore. E, possiamo dire che anche questa volta il nostro autore Mario d’Agostino ha centrato l’obiettivo con un libro di grande interesse, ma anche di spiccate capacità stilistiche, storiche e di armonicità dei contenuti che fanno di questa produzione letteraria un’altra perla nel pianeta dei tantissimi testi scritti dal nostro scrittore, saggista e storico di Pesco Sannita.