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Pago Veiano “Reliquie di San Donato d’Arezzo”: un’attesa spasmodica di tutta la popolazione

10/08/2018
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Due giorni 12 e 13 agosto dedicati al grande evento di fede. De Ieso: “Ringrazio Sua Eccellenza mons. Felice Acrocca per il grande impegno profuso e per il particolare “dono” concesso alla nostra cittadina”.

di Lino Santillo

Il gran giorno di fede e amore per accogliere le reliquie di San Donato d’Arezzo sta per arrivare. Il 12 agosto alle 22,00 è previsto l’arrivo e quindi l’accoglienza di tutto il “popolo” pagoveianese per le sacre reliquie del santo patrono. Intanto, ancora non si placa l’entusiasmo per i vari giorni di festa patronale e il successo del Comitato unitamente all’amministrazione comunale, la parrocchia, la Pro – Loco e l’intera popolazione per l’enorme affluenza di persone arrivate nella ridente cittadina sannita nel corso delle diverse serate dedicate ai solenni festeggiamenti. Per cui, ci saranno ancora due giorni intensi 12 e 13 agosto dedicati al portentoso evento religioso. Il tutto è stato possibile grazie all’impegno dell’arcivescovo di Benevento mons. Felice Accrocca il quale si è impegnato con particolare dedizione per far arrivare a Pago Veiano le reliquie di San Donato d’Arezzo, con la fattiva collaborazione e interessamento della parrocchia, del sindaco Mauro De Ieso e dell’intera amministrazione comunale. Senza dubbio un evento di fede che richiamerà nel centro pre- Fortorino migliaia di persone per onorare e pregare San Donato. Per quanto attiene il ricco programma religioso: tutto il popolo festante unitamente al parroco sac. Gaetano Collarile, al sindaco Mauro De Ieso e l’intera amministrazione comunale accoglieranno la sacra reliquia di San Donato presso la Capella Sant’Antonio in corso Margherita. Poi, la fiaccolata con la reliquia del Santo fino alla Chiesa Madre. E, proprio in tale Tempio Sacro inizierà la veglia, la recita del santo rosario e la santa messa alle 23,30 con esposizione eucaristica e benedizione. Il 13 agosto 2018 alle ore 9 è prevista l’accoglienza delle delegazioni dei Comitati delle “Città di San Donato” con la sfilata dei relativi Gonfaloni. Sono in arrivo a Pago Veiano circa 1000 persone delle varie delegazioni provenienti dalle varie località italiane. A seguire, arrivo in piazza Municipio e saluto delle autorità. Alle ore 11 la solenne concelebrazione eucaristica presieduta sa Sua eccellenza rev.ma mons. Felice Accrocca arcivescovo metropolìta di Benevento. In serata, alle 18 preghiera di saluto alle reliquie di San Donato di Arezzo con sventolio di fazzoletti bianchi. Per quanto riguarda il culto di San Donato è senza dubbi antichissimo. Notizie della sua vita sono riportate nel Martirologio Geronimiano (risalente al V secolo), in una Passio Donati del VI secolo, in varie altre Passiones, agiografie di origine medievale, di attendibilità discussa nella Cronaca dei custodi, documento dell’XI secolo.
Nacque probabilmente ad Arezzo ma, secondo alcune fonti, potrebbe essere stato originario di Nicomedia  o di Roma. Divenne prete mentre vescovo di Arezzo era Satiro. La sua opera di evangelizzazione fu molto proficua. Consacrato vescovo dal papa, succedette a Satiro nella guida della Chiesa aretina e continuò nella sua opera pastorale, coadiuvato dal diacono Antimo.
Le notizie di origine più antica non parlano di un suo martirio e gli viene attribuito il titolo di vescovo e confessore.
Più tardi gli venne attribuito un martirio, inflittogli dal prefetto di Arezzo, Quadraziano, mediante decapitazione. Il martirio sarebbe avvenuto secondo alcuni sotto l’imperatore Giuliano, nel 362. Secondo altri sarebbe avvenuto addirittura nel 304, sotto Diocleziano. Il giorno in cui, secondo la tradizione, avvenne la sua morte, è il 7 agosto. Il vescovo Gelasio, suo successore, fece costruire una “memoria” nel luogo della sua tomba, nel colle del Pionta, dove poi sarebbe sorta la prima cattedrale di Arezzo. Il corpo di san Donato è conservato e venerato nella Cattedrale di Arezzo, nell’arca di San Donato, capolavoro della scultura trecentesca, mentre la reliquia della testa è conservata in un prezioso reliquiario anch’esso trecentesco nella Pieve di Arezzo.
La commemorazione liturgica ricorre il 7 agosto.
È considerato protettore degli epilettici, perché gli è attribuita la guarigione miracolosa di un bambino da questa malattia. Tra i miracoli che la leggenda devozionale gli attribuisce, il più famoso è quello del calice, per via del quale sarebbe stato condannato al martirio: durante la celebrazione della  santa messa entrarono nel tempio dei pagani che con violenza mandarono in frantumi il calice di vetro, di cui Donato raccolse i cocci e li rimise insieme, ma ne mancava uno. Noncurante di ciò, vi avrebbe versato del vino servendolo ai fedeli senza che ne cadesse dal fondo. Dallo stupore, 79 pagani si sarebbero convertiti al Cristianesimo. Dopo un mese, fu arrestato e ucciso.
Nel 1384, il capitano di ventura francese Enguerrand de Coucy espugnò e depredò Arezzo. Poi valicò l’Appennino, recando con sé, tra l’altro, la preziosa reliquia della testa di san Donato, patrono di Arezzo. Alla sua venuta a Forlì, Sinibaldo Ordelaffi, il Signore di quella città, riscattò la reliquia, che tenne con grande venerazione fino a che essa fu restituita agli aretini. È venerato come santo patrono in molti comuni italiani. Infatti, sono in tanti tra i comuni sanniti e dell’intera regione campania ad onorare san Donato. Culti locali del santo taumaturgo, pellegrinaggi e feste patronali tradizionali furono documentati per fra altro dallo storico Guglielmo Lützenkirchen e dall’antropologo Thomas Hauschild.
È venerato come santo patrono di: Acerno, Anzio, Arezzo, Biccari, Bomba, Carlantino, Castelpagano, Casola d’Elsa, Castel del Monte, Castiglione Messer Raimondo, Celenza sul Trigno, Contursi Terme. Castel di Ieri, Cavriglia, Fossacesia, Frossasco, Guardiagrele, Montefano, Monteforte Cilento, Montesano Salentino, Montorsi, Musile di Piave, Pago Veiano, Pinerolo, Ranzo, Rotello, San Donà di Piave, San Donato di Lecce, San Donato di Ninea, San Donato Milanese, San Donato Val di Comino, Serra Pedace, Soveria Simeri, Val della Torre, Vetriolo (Vt).

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