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Sandra Lonardo scrive al Direttore Generale dell’AO “San Pio” di Benevento, Renato Pizzuti

08/08/2018
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Gentile Direttore,

ho letto sul quotidiano “Il Mattino” la sua dichiarazione in merito all’angiografo e sono davvero senza parole!
Le fonti delle notizie sono i casi di ammalati che non trovano più al “Rummo” quella alta specializzazione è quella organizzazione che si trovava sino a quando qualcuno, o più di qualcuno, ha deciso di declassare Il nostro ospedale.

Sandra Lonardo scrive al Direttore Generale dell’AO “San Pio” di Benevento, Renato Pizzuti

Che si possa andare a Maddaloni, ad Avellino, a Milano o a New York per curarsi, non vi è alcun dubbio. Questo, però, vale per chi non ha problemi economici o di organizzazione. Ma qui parliamo dei cittadini di Benevento e della sua provincia, tra questi ci sono benestanti, ricchi, meno ricchi ed anche poveri: a tutti si dovrebbe assicurare pari dignità rispetto alle cure mediche.
Nella consapevolezza che le cure possono anche essere gratuite, ma chi non può permettersele ha difficoltà a seguire il familiare paziente in altre province anche e soprattutto per motivi economici. La problematica cardiaca inoltre è soprattutto collegata alla tempistica e all’immediatezza dell’intervento ed il ritardo, come lei ben sa, è la vera variabile che fa la differenza tra la vita e la morte.
E la sua, non credo sia una risposta che un Direttore Generale di un’azienda ospedaliera possa dare.
Gentile Direttore, la dica la verità, l’ospedale è destinato, così come raccontano i documenti prodotti, a diventare un ospedale di I livello DEA. Dipenderemo completamente da Avellino, e questa non è una cosa buona. Lei sarebbe dovuto essere il primo a difendere l’ospedale, non lo ha fatto, né lo ha fatto il Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, perché in deroga alla determinazione della definizione della Macroarea si poteva andare eccome!
Benevento e la sua provincia hanno mille problematiche per chiedere tale deroga: dal problema della distanza dall’ospedale dei nostri paesi, al dissesto idrogeologico, all’assetto devastante delle strade, ai trasporti assenti o latenti, e potrei continuare…
Non c’è stata la volontà, oppure c’è stata troppa volontà a far declassare il nostro ospedale.
Perché, gentile Direttore, come le dicevo, nei fatti è già declassato.
In merito all’angiogafo, non spetta certo a me rilevare chi avrebbe dovuto sovraintendere affinché si riparasse nei tempi oppure si sostituisse con uno nuovo, né tantomeno Le chiedo perché non abbia ritenuto, una volta arrivato a Benevento, di avviare subito la gara. Di certo, per un grosso periodo di tempo, gli ammalati di Benevento, sono rimasti senza questo servizio. E sono rimasti anche senza la Camera Iperbatica che, essendo rotta, li ha visti costretti ad andare altrove. Le chiedo se sia vero, e questa volta sono fonti di corridoio, che la chirurgia generale resterà chiusa per un periodo più o meno lungo, lasciando i nostri cittadini senza la possibilità di avere le giuste e repentine cure, se richieste.
Credo che un buon Amministratore, a tutti i livelli, non si possa chiudere a riccio oppure dare risposte stizzose.
Qui si parla della tutela della salute pubblica. Sono tante le richieste che mi pervengono, in quanto parlamentare, da parte di semplici cittadini, che mi chiedono di intervenire.
Ci dia tutte le rassicurazioni del caso, e, soprattutto, ci tranquillizzi.

Sandra Lonardo

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