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M5S. Benevento Città-Cultura, la Regione Campania la cancella!

20/06/2018
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Come sempre nel mese di giugno, scrivono Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi,  si torna a parlare di Città Spettacolo. Da anni si ragiona intorno ad una mancata programmazione reale ma si continua a non provvedere adeguatamente. Questo nonostante sia nel pieno dei suoi poteri la Fondazione creata ad hoc. In pratica, si ci accorge dell’esiguità del finanziamento regionale con evidente ritardo.


Ebbene, al di là delle responsabilità oggettive di chi dovrebbe occuparsene con maggiore cura, continuano le neo elette pentastellate,  rimane la dolorosa manifestazione del disinteresse da parte della Regione Campania che continua a non tenere nella giusta considerazione la nostra provincia.
Andiamo ai fatti partendo dal Decreto Dirigenziale n. 207 del 18/06/2018 della Giunta Regionale che ha approvato gli stanziamenti per il piano strategico “Cultura e beni culturali” e l’intera programmazione del 2018, già varati con deliberazione di Giunta DGR n.653 del 18/10/2017.
Dando una scorsa all’elenco dei finanziamenti si scopre che al comune di Salerno arrivano più di 8 milioni di euro, su un totale di 12 milioni e 850 mila euro, per finanziare eventi culturali, confermando così il primato di questa provincia evidentemente particolarmente a cuore alla Regione Campania.
L’evento maggiormente finanziato è il Giffoni Film festival 2018 (Salerno) che riceverà 4 milioni di euro e che ricopre una voce a sé. Poi, sempre nella delibera di giunta approvata dagli assessori regionali e dal Governatore Vincenzo De Luca sulla “promozione dei beni culturali e progetti strategici regionali di valorizzazione dei beni culturali”, manco a dirlo, c’è la kermesse natalizia “Luci d’Artista” 2018/2019 (sempre a Salerno) che riceve risorse finanziarie per 2 milioni e 500mila euro.
Poi, ancora, all’interno del “gruppo” di finanziamenti ci sono “Progetti ed eventi di promozione del turismo culturale nel Comune di Salerno” non ben identificati e soprattutto non specificati che avranno altri 300mila euro.
Per quanto riguarda le attività di spettacolo dal vivo nei teatri municipali, manco a dirlo, Salerno c’è anche qui: al “Verdi” spettano 1 milione e 500mila euro.
Per fare il conto della casalinga, quindi, nel salernitano arriveranno più di 4 milioni di euro (una parte dei quali non si sa neanche per cosa) che sommati ai 4 milioni di Giffoni, superano abbondantemente la cifra degli 8 milioni di euro (8.300.000,00 euro).
Stavolta, neanche Napoli, che in genere veniva preferita ad altre province, si è vista assegnare una grande cifra: “solo” 450mila euro, sempre per progetti ed eventi generici in ambito culturale e per la promozione del turismo.
Passiamo ora ai teatri: al Gesualdo di Avellino, al Comunale di Caserta e, udite, udite!, al Teatro Massimo di Benevento andranno solo 250mila euro ciascuno. Sempre poca cosa, comunque, rispetto al milione e mezzo che arriverà al teatro salernitano.
Da notare, peraltro, che la leggerezza e la superficialità con la quale si predispongono finanziamenti in Regione Campania viene a manifestarsi proprio rispetto al finanziamento al Teatro Massimo di Benevento. Questo risulta essere quanto meno ambiguo, se non addirittura illegittimo, in quanto lo stesso non rientra fra i cosiddetti “teatri municipali” a gestione pubblica o mista (pubblico/privato -Fondazioni, Istituzioni, società a partecipazione pubblica etc.), così come prevede specificatamente la norma, poiché la struttura è di esclusiva proprietà privata e, d’altra parte, non svolge direttamente attività di organizzatore o co-organizzatore attività di spettacolo dal vivo così come specificamente richiamato dalla normativa regionale.
Le attività di richiamo nazionale che si svolgono presso il Teatro Massimo di Benevento sono gestite da un’associazione senza finalità di lucro, a partecipazione pubblica riconosciuta, già beneficiaria di fondi regionali per le attività di spettacolo dal vivo.
È evidente, quindi, che i 250mila euro difficilmente potranno arrivare in città visto che si è ricaduti nell’errore di individuare il “Massimo” come “Teatro Comunale” esattamente come accaduto per i finanziamenti utili alla ristrutturazione del “Vittorio Emmanuele” che inizialmente furono indicati proprio facendo riferimento alla sala di Via Perasso.
Per concludere, è evidente la disparità di trattamento da parte della Regione che non definiremmo più matrigna ma ancor peggio.
Riteniamo sia indispensabile andare a puntare i piedi negli uffici del Centro Direzionale, ma di non farlo solo a “delibere avvenute” bensì tutto l’anno. Questo affinché si riesca a riconoscere un ruolo strategico anche alle aree interne della regione e soprattutto ad una città che ha puntato tutto sul suo ruolo culturale. Rimane nostra convinzione, infatti, che l’idea di “città della cultura”, scelta negli anni Ottanta dagli allora amministratori e tutelata da quelli venuti poi, sia stata l’unica scelta veramente strategica per un territorio depresso come il nostro.
Il valore o meno delle proposte, concludono De Lucia e Ricciardi,  poi, è altra cosa ma a quanto pare la Regione Campania non ne ha tenuto conto visto che molti euro degli oltre 12 milioni vengono assegnati “a scatola chiusa”.

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