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A proposito della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte.

17/05/2018
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Di seguito le precisazioni del dott. Fabio Solano.

“In riferimento alla Conferenza dei Servizi del 16.05.2018 presso gli uffici di Benevento della Regione Campania richiesta dalla Samte srl, Società interamente partecipata dalla Provincia di Benevento, relativamente alla Discarica ubicata nel comune di Sant’Arcangelo Trimonte (BN), al fine di evitare confusione e inutili allarmismi, l’Amministratore della Società, dott. Fabio Solano, intende svolgere alcune precisazioni.

La prima precisazione da fare è che la discarica ubicata in Sant’Arcangelo Trimonte si compone di quattro lotti di cui due sono ancora sottoposti a sequestro da parte della Magistratura, mentre per i restanti (identificati come lotti n.1 e n. 2) gli stessi sono stati recentemente dissequestrati e quindi tecnicamente idonei a ricevere conferimento. Pertanto, in termini realistici la discarica, relativamente ai due lotti, è già aperta da un punto di vista amministrativo.

Dal punto di vista sostanziale, però, è che la questione trattata in sede di Conferenza dei servizi, relativamente ai lotti n.1 e n. 2 è ben altra cosa rispetto alla riapertura.

Infatti, come si desume dall’ordine del giorno della suddetta conferenza si tratta invece di “presa d’atto valori di fondo naturali e integrazione rete piezometri per l’impianto di Discarica rifiuti urbani …”.

In parole povere, la Samte ha chiesto alla Regione di prendere atto delle rilevazioni dei valori effettuate dai vari Enti preposti, tra i quali l’Arpac, dei valori dei fondi naturali di riferimento già presenti e certificati alla data del 2008 (antecedenti dunque alla realizzazione stessa della Discarica).

Al fine di rendere comprensibile a tutta la cittadinanza la questione oggetto di esame in conferenza dei servizi, la Samte, dopo il dissequestro dei primi due lotti, non ha fatto altro che richiedere alla Regione Campania, preliminarmente all’avvio dei conferimenti, di prendere atto che i valori di riferimento su cui monitorare gli effetti della presenza della discarica sull’assetto idrogeologico devono essere quelli rilevati da enti terzi compresa l’Arpac già nell’anno 2008. Dunque, non si può considerare un limite-soglia un valore teorico già differente dalla situazione reale della zona prima della realizzazione della discarica.

Sarebbe illogico chiedere ai gestori della Discarica di assicurare ai suoli condizioni migliori di quelle che aveva prima della sua realizzazione, ma l’obiettivo è non modificare rispetto allo stato iniziale le condizioni.

E’ doveroso precisare che con O.C.n.291 del 31.12.2009 fu adottata l’ A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) della discarica tuttora in vigore. Già in quella fase sono state rilevate tali peculiarità del suolo anche relativamente alla presenza dei vari elementi monitorati in ossequio alle norme del Decreto Legislativo n. 152/06.

Anche la relazione ARPAC del 27.10.2017 ha evidenziato, nelle conclusioni, che dopo le consultazioni degli studi pregressi eseguiti nell’area, le analisi dirette e indirette non forniscono evidenze di perdite di percolato legate alla rottura dei teli (in HDPE); né ha riscontrato compromissioni dell’ambiente per cui si richiedevano interventi di ripristino.

La relazione conclude che tutte le analisi sui terreni hanno dato inoltre valori di concentrazione abbondantemente al di sotto delle concentrazioni limite per uso commerciale/industriale previste dal D.lgs 152/2006 e s.m.i.

Questo è lo stato dell’arte e l’atteggiamento della Samte è fortemente attento alla salvaguardia dell’ambiente e a tutela della comunità: proprio per questo ha inteso avviare quest’attività di confronto con la Regione Campania.

In merito alle osservazioni presentate dall’Università degli Studi del Sannio che supporta l’Ufficio regionale, va precisato che alcune questioni evidentemente sono da affrontare in sede di rinnovo dell’Autorizzazione che scade tra circa un anno; tuttavia, nel caso di specie,la Samte srl non intende modificare alcun aspetto tecnico già previsto nell’A.I.A. esistente, ma solo far prendere atto dei valori di fondo naturale dopo i rilievi effettuati dai vari Enti. Si ritiene che nelle prossime sedute sarà chiarito ogni aspetto.

Ultima considerazione – di grande rilievo – è che nella discarica la Samte non intende conferire rifiuti, ma un prodotto già trattato presso lo Stir di Casalduni conforme alle specifiche tecniche e che non produce percolato, anzi ha le caratteristiche di materiale per copertura naturale delle discariche. Ovviamnete tutto ciò consente alla Samte di realizzare notevoli risparmi e migliorare il completamente della filiera dei rifiuti sempre più nell’ottica della provincializzazione dei rifiuti e tutto si tradurrà in una notevole riduzione dei costi di trattamento e di conseguenza della tariffa a carico dei cittadini.

Il dott. Fabio Solano, così dichiara a conclusione delle sue precisazioni: “A chi con semplici annunci gionalistici intende demolire l’operato della samte rispondo con forza che la samte ha sempre operato nel rispetto della legge e nell’interesse della comunità, anche nelle fasi di grande difficoltà finanziaria caratterizzate dai mancati pagamenti dei comuni e se oggi la nostra provincia non vive drammatiche emergenze come in molte altre zone della campania è grazie al costante e professionale impegno della Samte e della Provincia di Benevento”.

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