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Pepe interviene su Imu e valori dei suoli : “Si dovevano declassare le aree, a scadenza Api nel 2016 !”

14/04/2018
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Fausto Pepe è intervenuto sulle problematiche Imu e valore dei suoli che stanno in questi giorni  monopolizzando l’interesse dei cittadini che, di fronte a questa imposta, sono alquanto intolleranti, considerandola, specialemente alle aree edificabili soggette ad esproprio, iniqua e abberrante.

L’intera conferenza a questo indirizzo : https://www.facebook.com/infosannionews.benevento/videos/864211147094726/

E così l’ex Sindaco Fausto Pepe, coadiuvato dall’ex Dirigente all’urbanistica ing. Salvatore Zotti ed alla presenza dell’ex Assessore Giuseppe Zollo, ha detto la sua, attaccando la Giunta Mastella rea solo di fare confusione, di essere incompetente e di avere creato questa e tante altre situazioni per aver con leggeezza dichiarato quello che per Fausto Pepe è  un “dissesto politico”.

Nella sua filippica Pepe ha accusato l’amministrazione in carica di far diventare un problema tutte le questioni amministrative che deve trattare solo perchè manca di una guida valida, di una unica voce che detti la strada, pur se si tratti di questioni importanti. Ma non si studiano il problema, ha dichiarato l’ex primo cittadino, e commettono errori assurdi come quelli di esprimere in per cento ed non in millesimi l’imposta IMU. Scoprono sempre l’acqua calda è il concetto espresso da Pepe, eppure è dal 1992, dal D. Legislativo n. 504 che gli italiani sanno di dover pagare l’imposta sui fabbricati. ” Si tratta di saper applicare le norme come è stato fatto da noi, ha aggiunto Pepe, perchè non ci siamo inventati noi le aree artigianali, commerciali o industriali. Le abbiamo solo riproposte, ha continuato l’ex Sindco, perchè la variante di razionalizzazione è del 1990  e riguardava alcune aree importanti di questa città. Anche le aree Pip erano di qualche anno successivo al 1990 e noi le abbiamo solo riproposte, abbiamo fatto solo dei correttivi immaginando una logistica che poi non c’è stata. Quindi fondamentalmente avevamo già quelle aree. Oggi però la questione è esplosa perché c’è un fatto nuovo, il dissesto. Ed è chiaro che se tu Sindaco vai in dissesto ti cambia anche lo scenario. Prima c’era una guida locale ma con il dissesto tu la perdi la guida e rischi  di fare danni ed anche enorme. Per me quello di Mastella è stato un dissesto politico che gli è servito solo per poter dire che quelli prima di lui hanno fatto danni. E quindi cambio lo scenario e bisogna andare a capire come si trattano alcune questioni, questi residui o questi mancati pagamenti e come possono essere disciplinati. Ma loro neanche questo stanno facendo ! Le soluzioni peraltro inesistenti che stanno mettendo a confronto oggi,  rischiano di creare ancora maggior danni. Nel Gennaio del 2013 abbiamo approvato il Puc che aveva delle riproposizioni cioè non ci siamo inventati nienti, le zone già esistevano e noi abbiamo fatto solo alcuni ritocchi. La famosa delibera n.35 del 2013, quella che imponeva per il Comune di Benevento il valore delle aree, e quindi anche del calcolo, non è che non è stata dibattuta. Sono stati fatti anche emendamenti a favore dei cittadini ed i relativi abbattimenti che la legge ci permetteva di fare. Oggi ci sono i nuovi scenziati che hanno cacciato la formula dell’attualizzazione per abbattere di nuovo ciò che era stato già abbattuto facendo degli errori e strafalcioni che non hanno senso. Anche se, finora, non hanno approvato niente se non un atto di indirizzo. Il cittadino però, sapendo dal 1992 che doveva pagare, avrebbe dovuto presentare quello che era a suo parere, il valore del terreno di proprietà perché è la legge stessa che dice che è il Comune che deve diventare parte attiva per dire che quel valore non è vero e la delibera dei suoli che è obbligatoria per l’Ente, è una delibera orientativa e non vincolante. Quella vincolante invece è la perizia di parte del cittadino a meno che il Comune non riesca a smontarla con fattori nuovi o non contemplati. Però nel vissuto di Benevento ci sono anche gli espropri che danno un valore a quelle aree che se  oggetto di sentenza o pagamento, forniscono il valore stesso della zona in questione. Nella mia gestione, continua Pepe,  tra l’altro, non ho mai mandato un avviso di accertamento perché sapevamo dei problemi e sapevamo che, ad esempio, le aree destinate alla logistica, se la stessa non sarebbe arrivata in un certo numero di anni, le avremmo riportate come erano. Si era a Gennaio 2013 ora siamo ad Aprile 2018 e quelle aree non sono state ridimensionate.  Non sono io che dico che i vincoli sono decaduti ma lo dicono le norme, e dicono che esistono le zone bianche e dice anche la legge che non si possono chiedere neanche gli arretrati. Alcune aree nel Puc le abbiamo stralciate dal pagamente nel mentre loro con questa manovra le reintrodurrebbero : tutte le aree B1 sature, NUB1, NUB2 le E5. Per noi erano sature rispetto all’edificazione. Quindi, relativamente alle soluzioni, resta importante la Perizia di Parte perché è onere del Comune smontare le risultanze, e poi il declassamento delle aree. Noi qualche mese prima di andare via proponemmo una delibera e quindi un bando per tutto ciò. Non si è andato avanti ma si sarebbero dovute declassare quelle aree con una delibera di consiglio comunale ed un variante. Tra l’altro per il Pip i vincoli durano 10 anni, il Puc 5 anni il piano per Edilizia Agevolata 18 : quindi per tutte le aree preordinate all’esproprio il vincolo è decaduto, basta solo attestarlo come fece nel 1996 un commissario Prefettizio. Oppure mettessero mano allo strumento urbanistico in funzione delle nuove velleità della città.”

Si farà tutto questo ? Se lo chiede Fausto Pepe ma se lo chiedono i numerosi cittadini presenti. che in un momento di crisi come questa preferirebbero aver declassati i propri terreni, cosa giusta per quanto fin qui detto, che dover pagare appunto una imposta iniqua e, per come si presenta, abberrante.

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