martedì 19 marzo 2019 Fioravante Bosco al Convegno Unisannio sul tema: “Dal Sovranismo all’Europeismo” | infosannionews.it martedì 19 marzo 2019
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Fioravante Bosco al Convegno Unisannio sul tema: “Dal Sovranismo all’Europeismo”

18/03/2018
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Il segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, Fioravante Bosco, ha partecipato all’incontro/dibattito dell’Associazione culturale “Impegnocivico” sul tema: “Dal Sovranismo all’Europeismo”, tenutosi ieri sera presso la sala convegni Unisannio – DEMM.

Ha presieduto l’on/le Giovanni Zarro, sono intervenuti Alfonsina Mascia (dirigente Istituto Palmieri), Felice Casucci (docente Unisannio), Fioravante Bosco (Uil Av/Bn), Arturo Iannaccone (assessore comune Avellino), Giampiero Zinzi (consigliere regionale FI), ha chiuso i lavori Andrea Cozzolino (parlamentare europeo PD). Nel suo articolato intervento Fioravante Bosco ha tenuto a sottolineare che: “Il progressivo abbandono della sovranità nazionale a favore di un europeismo più marcato potrà avvenire delegando a Bruxelles pezzi sempre più grandi di governo comune, relativamente alla difesa, alla sicurezza interna e al bilancio e fiscalità. In realtà, la rinuncia alla sovranità nazionale è un problema comune nella creazione di stati federali o sovrannazionali, cioè nati da altri organi sovrani che scelgono di rinunciarvi. E’ stato questo il caso degli Stati Uniti d’America, ma anche dell’Australia, che sono nazioni governate da esecutivi federali. In Italia si è tornato a votare partiti sovranisti che alimentano l’ostilità dei cittadini nei confronti di Bruxelles. Ciò è dovuto alla scarsa conoscenza dei meccanismi di convergenza, del loro funzionamento e degli obiettivi che si prefissano. In poche parole le modalità dell’integrazione. Ma in Italia c’è anche un problema interno che riguarda le Istituzioni: Matteo Renzi ha perso una grande occasione quando non ha saputo riformare il ruolo delle regioni – inefficienti, elefantiache e spendaccione -, cercando di tagliare le province che sono il collante del territorio. Benevento senza la sua provincia, non avrebbe avuto più la prefettura, la questura, il comando vigili del fuoco e man mano tutti gli uffici periferici dello Stato! Sarebbe stata la fine di migliaia di posti di lavoro, in un tessuto sociale già fortemente sofferente per la mancanza di lavoro. Quindi, l’accettazione di nuove istituzioni europee che si sostituiscono a quelle nazionali deve poggiare sulla fiducia reciproca tra Cittadini, Stati e Unione Europea, un rapporto che deve essere creato attraverso l’informazione e la conoscenza dei processi in corso. Bisogna ricominciare dalla scuola, che può fare tanto, formando nuovi cittadini che pensino a istituzioni sovrannazionali in un discorso di convenienza reciproca con gli altri Stati europei, a condizione che nasca una migliore e duratura convivenza politica, economica e di sicurezza sociale.

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