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Mensa Scolastica. Il Tar della Campania da ragione ai genitori. Si può consumare il pasto portato da casa

13/03/2018
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Il Sindaco però annuncia battaglia e presenterà un ricorso al Consiglio di Stato, forte delle 1100 adesioni alla mensa comunale ricevute. Per gli avvocati delle famiglie proponenti il ricorso è stato legittimato il pasto da casa come alternativa a quello della mensa dei Comuni.

Per la questione mensa a Benevento non c’è mai pace. Dopo tutte le vicissitudini di questi ultimi anni ecco che arriva, in ultimo, anche la Sentenza del Tar Campania che liberalizza il pasto da casa di fatto dichiarato “fuorilegge” dal regolamento approvato dalla Giunta Mastella. E se esultano i 50 genitori promotori del ricorso ed i loro legali, dall’altro lato, al di la delle dichiarazioni alquanto pacate dell’Assessore Del Prete, sembra proprio che il Sindaco non voglia però darsi per vinto, preannunciando ricorso a Consiglio di Stato, facendo leva sulle 1100 famiglie che “gradiscono” la mensa scolastica. Ma con la liberalizzazione del pasto da casa, saranno ancora in 1100 a voler usufruire di quella comunale ? La questione è tutt’altro che risolta ed assomiglia sempre di più a quelle interminabili soap opera al pari delle quali, non manca mai di sfoderare colpi di scena.

Sull’argomento è intervenuta anche l’Assessore all’Istruzione Del Prete che ha dichiarato : “Questa Amministrazione prende atto della sentenza emessa dal TAR Campania che accoglie il ricorso contro l’obbligatorietà di usufruire del servizio di ristorazione scolastica comunale. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania si è definitivamente pronunciato in merito alla questione e, pur ritenendo apprezzabile l’obiettivo “di educazione alimentare” che si prefigge il regolamento, contesta l’aggravio logistico imposto alle famiglie degli alunni non aderenti nella disposizione di “prelevare il minore per il tempo necessario alla refezione e riaccompagnarlo all’inizio dell’orario delle attività pomeridiane secondo le indicazioni impartite dal dirigente scolastico”.
La lettura della sentenza ci spinge ad alcune doverose considerazioni: se è vero che il servizio di ristorazione scolastica è un servizio pubblico a domanda individuale, attivabile – nell’ottica del TAR Campania – solo a seguito di richiesta degli interessati; è altresì vero che, ai fini della corretta erogazione del servizio stesso, il Comune possa attivare delle forme di garanzia del godimento collettivo del servizio, idonee ad un miglior rendimento dello stesso. Risulta difficile ipotizzare che vengano servite e gestite refezioni individuali e refezioni collettive all’interno dei medesimi locali (non sussistendo una pluralità di locali, per ciascun edificio scolastico, tale da garantire il mantenimento dell’autonomia e qualità del servizio comunale).
Il TAR non nega le peculiarità della materia e le legittime preoccupazioni del Comune, ma effettua, nei fatti, un giudizio di prevalenza di libertà individuale.
Come avevo già comunicato nella nota a margine dell’ultima riunione organizzativa tenuta con i Dirigenti Scolastici, la possibilità che il TAR annullasse gli effetti del Regolamento Comunale non era mai stata disattesa e la possibilità di gestire una mensa “promiscua” era già stata analizzata.
Spetterà ora ai Dirigenti Scolastici, proprio in virtù della loro sfera di autonomia, mai messa in discussione da questa Amministrazione, anzi, più volte ribadita, nel corso dei lavori svolti, soprattutto dalla sottoscritta, gestire la doppia somministrazione: quella del pasto domestico e quella della mensa comunale.
Per quanto riguarda il servizio di ristorazione comunale, data la qualità dei pasti, considerato il numero degli iscritti e valutata la sostenibilità economica per l’Ente Comunale, si ritiene possa soddisfare pienamente la domanda degli utenti cui è rivolto. E se, come lo stesso TAR Campania dice, gli utenti dovranno aderire con convinzione, in virtù di un proficuo passaparola (condizione che si è già verificata dal giorno in cui è partito il servizio di ristorazione offerto dalla Ristora Food & Service, lo scorso 21 febbraio), questa Amministrazione sarà ben lieta di poter offrire al totale degli iscritti al tempo pieno un servizio di ristorazione pubblica di qualità, nel rispetto delle sue funzioni socio-economiche e sanitarie e di servizio ai cittadini.”

 

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