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Il pensiero e l’eredità di Zygmunt Bauman: il ricordo del Festival Filosofico del Sannio

24/02/2018
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Il quinto appuntamento del 4° Festival Filosofico del Sannio è stato dedicato ad una grande figura, molto vicina all’evento organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” e dall’Università degli Studi del Sannio.


“Ricordando Zygmunt Bauman. Una incancellabile presenza”, questo il titolo dell’incontro svoltosi al Teatro Massimo, interamente dedicato al ricordo del grande sociologo e filosofo polacco, scomparso a gennaio del 2017.
La prof.ssa Carmela D’Aronzo, presidente dell’associazione, ha messo in risalto l’attaccamento e la vicinanza di Bauman alla manifestazione, di cui è stato ospite per due edizioni, nel 2015 e nel 2016.
“Questa giornata di studio – ha detto la D’Aronzo – è stata pensata per continuare ad approfondire il pensiero di Bauman, il quale aveva stabilito un bellissimo rapporto empatico di simpatia, stima e rispetto nei nostri confronti e verso la città”.
“È stato un grande sociologo e filosofo, ma soprattutto umanista che ha analizzato i problemi dell’uomo della società moderna, racchiudendo le ansie e le criticità di questa epoca nel termine “liquidità”, ha continuato.
In seguito ha ben definito il suo apporto alla disciplina: “Con Bauman la Sociologia ha avuto più attenzione per l’uomo, analizzando i punti critici del ‘900 e comprendendo cosa di negativo aveva portato la modernità”.
Doveva essere presente anche per la terza edizione del Festival, purtroppo, come ha detto la moglie Aleksandra Kania, è ritornato alla ‘liquida eternità’.
La sua consorte, anch’ella sociologa, a cuore aperto, ha ripercorso oltre 60 anni di vita con lui, raccontandolo nel privato e nel lato strettamente umano.
Presenti al tavolo, coordinato dal filosofo Remo Bodei (Docente di Filosofia dell’University of California di Los Angeles), anche diversi amici di Bauman: Carlo Bordoni (sociologo); Riccardo Mazzeo (scrittore ,editor, traduttore). Le conclusioni sono state affidate al Rettore dell’UniSannio, Filippo De Rossi.
Kania, coadiuvata in sala da una traduttrice, ha condiviso con il folto pubblico giovanile gli albori, la nascita della loro amicizia nel 1954 all’Università di Varsavia, entrambi studenti.
Janina Lewinson, scrittrice, ebrea polacca, sopravvissuta del Ghetto di Varsavia, è stata invece la prima moglie di Bauman e con lei ha vissuto i tragici momenti della seconda guerra mondiale.
Non sono mancati aneddoti e curiosità, dove è emerso lo spessore di grande e talentuoso studioso che riusciva a scrivere cinque libri in un anno: “Si svegliava alle 4:00 del mattino e scriveva fino alle 20.00 di sera. Amava cucinare e apprezzare la vita, fino alla vecchiaia, rimasto sempre lucido mentalmente, nonostante fosse oramai affaticato fisicamente”.
La magia di un amore senza età: “mi ha chiesto di sposarlo alla soglia degli 80 anni.”

Suggestiva ed emozionante la frase finale: “È ancora presente nei miei pensieri, sogni, conversazioni, letture e scritti. Ci ha lasciato un’enorme eredità culturale, per questo bisogna dar seguito ai suoi lavori e alle sue idee”.
Carlo Bordoni, sociologo e giornalista, lo ha definito “l’ultimo sociologo della modernità”, che ha rivoluzionato con il suo pensiero innovativo.
Bordoni ha messo in evidenza alcuni aspetti del pensiero di Bauman, racchiudendoli in cinque grandi temi: Marxismo, Olocausto, emarginazione e disuguaglianza, sociologia e modernità liquida.
Su quest’ultima definizione si è soffermato: “Gli elementi di questa liquidità sono: la rapidità dei nostri tempi, la permeabilità della cultura e della informazione e la mutevolezza dei cambiamenti”.
“Si è posto – ha proseguito – non come osservatore della società, ma dall’interno ha avuto modo di giudicarla”.
Si è espresso poi sull’ultimo periodo di vita di Bauman: “l’idea positiva del processo sociale si stava disgregando. Infatti, il suo ultimo libro “Retrotopia” è intriso di pessimismo, con un occhio volto al passato, prima di Hobbes, in un periodo storico e sociale di grande incertezza”.
Dopo gli interventi di Mazzeo e del Magnifico Rettore, presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica: “Zygmunt Bauman e il Festival Filosofico del Sannio “, realizzata dagli alunni del Liceo scientifico “G. Rummo”, guidati dalla prof.ssa Teodolinda Cennamo.

di Emilio Spiniello

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