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La rabbia del presidente e dei residenti del centro di Montesarchio

22/05/2012
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Riceviamo in redazione una missiva del presidente Carlo Franchini del consorzio Il Borgo, in cui si legge quanto segue: “In un momento di crisi così grave, lungi da noi l’idea di contrapporci ad un cospicuo finanziamento seppur a beneficio solo di una piccolissima parte del centro storico di Montesarchio, tuttavia valutazioni di merito nelle scelte politiche ci lasciano allibiti.

Montesarchio (BN)

Avevamo sostenuto Caldoro perché certi della sua capacità di dare vita ad un’amministrazione regionale in totale discontinuità con il passato ma, a quanto pare, qualcosa gli sfugge, visto che certe logiche continuano a sopravvivere. Questi si che è scontare le distrazioni di Bassolino e partire con nuovi parametri per liberare risorse.

Pensiamo che palazzo S. Lucia, di fatto, stia tagliando le gambe al progetto che noi abbiamo presentato nell’ambito della legge 26/2002 e, per inciso prima del contratto di programma attualmente finanziato, il quale, guarda caso è molto simile, seppur con differenze non di poco conto. Quello finanziato beneficia qualche persona per 17 immobili, quello in standby ormai da anni, dovrebbe beneficiare 75 proprietari per 238 immobili più 5 chiese. Consideriamo anche che i 75 proprietari hanno già sentito le aziende ed i professionisti locali di loro fiducia, muratori, idraulici, fabbri, pavimentisti, imbianchini, architetti, ma anche storici, agricoltori, artigiani tipici. Ribadiamo tutti rigorosamente del luogo. Hanno proiettato aspirazioni comuni tra giovani ed anziani delle proprie famiglie ma anche di vecchi rinomati artigiani del centro storico e nuove professionalità emergenti di Montesarchio.

A questo aggiungiamo il fatto che due membri della stessa giunta regionale, Giuseppe De Mita e Marcello Taglialatela, che dovrebbero governare il territorio collegialmente, sembra che non si confrontino affatto, almeno non su Montesarchio. Il 12 marzo 2012 l’on. Bianca Maria D’Angelo, scrive ad entrambi per  una rapida conclusione dell’iter procedurale della L.26 del 18.10.2002 con  graduatoria approvata del 2005, a tale sollecitazione l’assessore all’urbanistica, territorio e paesaggio, on. Tagialatela ha risposto evidenziando la competenza in capo all’altro collega interpellato e l’assessore De Mita non si degna ancora di rispondere.

Noi concludiamo solo che  la democraticità di una gestione di fondi in capo ai diretti interessati è troppo liberale o difficile da gestire.

Montesarchio ci lamentiamo tutti perché il nostro Paese non riceve alcuna considerazione politica e questo certamente è un fatto, però il silenzio assordante che c’è in questi giorni, su questa questione, è troppo. In merito alla maggioranza è anche comprensibile e compatibile,  ma dalla minoranza ci saremmo aspettati una levata di scudi, visto che il finanziamento ricevuto potrebbe fortemente pregiudicare l’eventuale assegnazione dei fondi per la legge 26/2002, cioè tutelare più persone e di conseguenza dimostrare, almeno per una volta di interessasi del bene comune.

Resta solo da fare un importante e sentito appello a tutti coloro che si sentono fortemente motivati a portare Montesarchio al centro dell’attenzione e della discussione politica, all’insegna dei principi chiaramente espressi dall’ egregio dott. Antonio Clemente, anzi, partendo proprio dalla proposta di investirlo come assessore al bilancio.

Consorzio “Il Borgo” Carlo Franchini