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Pietrelcina. Tematiche e problematiche del paese: il pensiero di un consigliere di minoranza, Leonardo Masone

07/12/2017
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L’esponente di opposizione a tutto campo sulle questioni locali. Masone: “diritto all’abitare, diritto alla salute, situazione sociale e associativa, come pure il ripristino dei servizi socio- sanitari”.

di Lino Santillo

In un periodo così importante per la società e la politica pietrelcinese è giusto sentire le voci di chi più di altri si attiva, a prescindere dalla collocazione, per provare a portare miglioramenti nella vita collettiva di Pietrelcina. Dal punto di vista politico, ma anche culturale e sociale

Gentile consigliere Masone sempre un pungolo per la maggioranza e in generale per la politica locale?

“Più che un pungolo per la maggioranza, cerco di sollecitare, di destare da certo torpore la comunità pietrelcinese che vive un momento critico in vari ambiti, direi quasi di infelicità collettiva. Se per fare un passo avanti in tal senso possono lavorare insieme le diverse parti in campo ben venga, ma difficilmente l’ascolto diventa caratteristica comune”.

Lei come sempre è attivo, quali sono le ultime battaglie che sta portando avanti?

“Diritto all’abitare e diritto alla salute. Sulla questione casa stiamo chiedendo da tempo una nuova anagrafe abitativa e un censimento delle proprietà del comune, per liberare spazi e sostenere le famiglie in difficoltà. Un reddito indiretto, come può essere lo sgravo di un affitto oppure una cura più adeguata e vicina, certamente rappresenta un sostegno importante per i lavoratori e i disoccupati e le rispettive famiglie”.

E per quanto riguarda il diritto alla salute?

“Oltre alla riflessione sempre aperta sullo stato della salute dei cittadini, stiamo mettendo in campo un’iniziativa decisiva per la vita della comunità pietrelcinese. Dopo una serie di documenti istituzionali, grazie a un’idea dell’amica Lucia Formichella, abbiamo dato vita a una raccolta firme per far sentire la nostra voce alle autorità sanitarie per ripristinare i tanti servizi socio-sanitari che ci sono stati tolti da quando il presidio sanitario (ex Guardia Medica) è passata a via Roma. Siamo consapevoli che le autorità politiche stanno compiendo uno sforzo di interlocuzione con l’Asl e siamo anche consapevoli che le firme, in termini legali e operativi, hanno poco effetto; ma serve un richiamo, una presa d’atto in cui si esprime la volontà della popolazione tutta che non può andare a San Giorgio del Sannio per ricevere l’assistenza minima. Far partecipare la cittadinanza in tal senso è un gesto di responsabilità politica oltre che di coinvolgimento popolare”.

I risultati?

“Continueremo finché le autorità non ci ascolteranno e proveremo, sempre con forme democratiche e dialoganti, ulteriori interlocuzioni per far comprendere le esigenze popolari. Senza attaccare nessuno, anzi, provando a capire le ragioni in campo: questo è il compito e il dovere di un rappresentante istituzionale”.

Come vede la situazione sociale e associativa a Pietrelcina?

“La situazione associativa non è buona, non è “rock” direbbe Celentano. È un dato oggettivo. Apprezzo gli sforzi dei tanti attori sociali presenti che volontariamente mettono a disposizione le loro energie e il loro tempo, ma manca un “quid”, un elemento, un terreno felice che renda efficaci tali sforzi. La vita associativa a Pietrelcina langue da tanto e, purtroppo, osservo con rammarico, ma non con rassegnazione che anche un altro evento come il tradizionale Presepe Vivente è venuto meno. Una riflessione su tale risultato è necessaria, poiché quell’evento, come altri, coniugava insieme la sfera associativa, ma anche turistica e commerciale che, purtroppo, traccheggiano da tempo”.

Come vede il Treno che giunge da Napoli e da Salerno?

“Il treno dei desideri? All’incontrario va (sorride). Non è per niente una cattiva idea, anzi. Non va né sottovalutata né data per scontata. In generale, le cose vivono se curate e alimentate, restano e servono a qualcosa. Dobbiamo fare questo sforzo”.

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