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Fausto Pepe : ” Forse senza di me si compatta il Pd a Palazzo Mosti”

12/10/2017

E’ in riferimento ai gruppi che compongono la coalizione di centrosinistra, laddove è presente oggi Lepore in quota “Lealtà per Benevento” che ha surrogato l’ex sindaco dimissionario.

Conferenza stampa questa mattina di Fausto Pepe nella sede del Pd per spiegare i motivi delle sue dimissioni da consigliere a Palazzo Mosti e per parlare della minoranza nello stesso consesso, delle sue problematiche interne, e di quanto la stessa ha fatto finora. Presenti in sala anche De Pierro Francesco, capogruppo Pd a Palazzo Mosti, e Giovanni De Lorenzo, coordinatore cittadino del Partito. Malgrado le dichiarazioni di pace dell’ex Sindaco e di De Pierro e De Lorenzo, che hanno giustificato il fatto di non essersi seduti a fianco a Pepe solo perchè era il “suo” giorno,  qualcosa non va tra il Pd decariano e la componente Pepe all’interno dei democratici. E lo ha detto anche abbastanza esplicitamente l’ex Sindaco quando parla di torcicollo, per guardare indietro,da parte del Pd attuale, della non volontà un anno e mezzo fa di cambiare rotta e presentarsi alle elezioni in discontinuità con il passato, il che significava non candidare a sindaco nè un rappresentante della Giunta, ma nemmeno uno del consiglio, rischiando ed andando sul nuovo. Ed inoltre, a denti stretti, su una domanda della stampa, anche una minima allusione alle scorse regionale e quindi alla candidatura Mortaruolo, voluta da Del Basso De Caro.  Quindi una immagine di un partito semprepiù roccaforte Decariana con gli “avversari” interni costretti a segnare il passo.

Questo quanto ha detto Fausto Pepe : “E’ difficile fare opposizione quando non c’è governo e chiarisco che le mie dimissioni sono dovute a motivi politici e non personali. Io avevo da tempo detto che ero in attesa del parere dell’ Anac ed avevo firmato il contratto con il comune di Cervinara, il 5 Giugno,  come funzionario direttivo La norma non pone alcuna incompatibilità con il mio ruolo e per questo io avevo chiesto all’amministrazione di Cervinara di fare in tal modo. Ad ogni modo, per non avere problemi, ho comunque chiesto che si chiedesse un parere. Poi il 13 Giugno c’è stato il parere della Anac, segreto e non pubblico, che arriva al comune di Cervinara a Settembre dopo le mie dimissioni. Quindi io non ho fatto una scelta di opportunità perchè senza  funzioni dirigenziali non sono incompatibile e, con il part time, io prendo solo ottocento euro al mese, per cui non è stata neanche una scelta economica.
Qualcuno ha chiesto a Mastella e non a me spiegazioni ed il sindaco ha risposto ” io lo sapevo ” perché lui è lungimirante!
E non si può trattare, tra l’altro,  l’ex sindaco come un pezzente qualsiasi. E se Mastella che sa tutte queste cose ed ha contatti con l’Anac, perché per la mensa non ha chiesto il parere prima del bando anziché chiederlo sei giorni dopo? Il nodo politico per le mie dimissioni è che dopo circa un anno e mezzo di opposizione, durante il quale ho cercato di coinvolgerla tutta, ho avuto difficoltà a fare azioni condivise perché l’opposizione non fa opposizione. Di fronte c’è poi il non governo di Mastella ed un PD che ha ancora il torcicollo a giugno 2016.
Ho deciso perciò di continuare ad essere al servizio della città ma da fuori e non per incompatibilità, poteva solo essere futura se avessi poi accettato mansioni dirigenziali. È difficile fare opposizione in assenza di governo. Sembra un paradosso ma non è così.
L’unico principio che vige a Palazzo Mosti è la fedeltà a Mastella e non ad un progetto politico. Ora noi invece dobbiamo ricostruire un sentiment con la città perché abbiamo perso e lo dobbiamo fare con il programma sposato a giugno 2016, programma che in effetti andava in continuità con i dieci anni di amministrazione passata.
I consiglieri comunali che passano con Mastella oggi, invece,  passano da un programma all’altro. Non è possibile ciò!
Prendete l’Asia,  io era da un po’ di tempo che dicevo che rischiava il fallimento, azienda che nel 2006 non aveva neanche la licenza per il trasporto dei rifiuti. Oggi rischia il fallimento e il problema è  la presenza degli interinali che con noi ne erano 33 ed oggi oltre 70. Questo perché Mastella nella sua testa ha solo l’elezione prossima con lo stesso cognome e quindi va tutto bene. Teniamo tutti buoni perché è importante raggiungere subito i risultati che sono solo a fini personali, pensa Mastella. Se prendiamo la questione dei portaborse, anche se un tema vale l’altro, pur sapendo di non poterli prendere li ha presi e li ha tenuti anche dopo che una sentenza gli ha dato torto.
E perché in tema di crisi idrica non si ragiona su come creare infrastrutture ? Ed invece in Gesesa si ragiona in tema di assunzione!
Invece, dice solo io, io, io ed i patti si fanno solo su una persona e questo è sbagliato.
Va organizzata però una opposizione che è difficile fare perché non ci forniscono neanche le carte e bisogna farlo capire alla città anche se i cittadini a volte sono più avanti di noi.”

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